Lo sport vive di passione, di attaccamento alla maglia e, soprattutto, del calore del pubblico nei momenti più caldi e decisivi della stagione. Proprio per questo motivo, le recenti dichiarazioni di Mauro Ferrari, numero uno di Pallacanestro Brescia, risuonano come un vero e proprio fulmine a ciel sereno, squarciando l’ambiente cestistico bresciano. In un intervento rilasciato ai microfoni di Bresciacanestro, il patron della Leonessa non ha usato mezzi termini, lasciandosi andare a un durissimo sfogo che prende di mira la fredda risposta della cittadinanza e il mancato supporto di una parte dell’imprenditoria locale in questa delicatissima fase dei playoff.
Al centro dell’amarezza di Ferrari ci sono i numeri, dati inequivocabili che fotografano un’affluenza al palazzetto ben al di sotto delle aspettative per una squadra che sta lottando ai massimi livelli del basket italiano. “Abbiamo registrato in totale 6.500 spettatori”, ha sottolineato il dirigente, evidenziando un dettaglio che rende il bilancio ancora più difficile da digerire: “Il primo match era gratuito per i 2.500 abbonati, oltre che per i ragazzi delle squadre affiliate”. Insomma, nonostante le pesanti agevolazioni economiche messe in campo dalla società e l’altissima importanza della posta in gioco, il pubblico di Brescia sembra aver risposto con eccessiva timidezza, lasciando troppi seggiolini vuoti in un momento in cui i giocatori avrebbero avuto un disperato bisogno del classico “sesto uomo” in campo.
Il confronto con le piazze rivali, e in particolare con la prossima avversaria, rende la pillola ancora più amara per il numero uno del club. Guardando all’imminente impegno in trasferta per Gara 3, Ferrari non ha dubbi sull’ambiente che attenderà la sua squadra: “Sono sicuro che giovedì a Trieste, in una sola partita, troveremo quei 6.500 spettatori e forse anche di più”. Un paragone diretto che fa male e che mira a pungere nell’orgoglio la piazza lombarda, sottolineando la netta differenza di partecipazione emotiva e fisica tra le due città in questa fase cruciale della post-season.
Le parole del patron si fanno poi ancora più taglienti quando si passa ad analizzare le responsabilità di questa disaffezione. Non si tratta solo di una semplice critica ai tifosi occasionali, ma di una vera e propria strigliata all’atteggiamento dell’intera comunità bresciana. “Sì, sono molto deluso, anzi furibondo per la risposta della città. Nessuno escluso”, ha dichiarato apertamente Ferrari.
Un messaggio forte e chiaro, che lancia anche una frecciata inaspettata al tessuto economico che gravita attorno al club. Ferrari, infatti, ha concluso il suo intervento aggiungendo: “Deluso anche da alcuni sponsor”. Questa precisazione apre uno spaccato preoccupante sul rapporto tra la società e i partner commerciali, lamentando una mancanza di coinvolgimento non solo a livello di calore sugli spalti, ma anche da parte di chi il progetto dovrebbe sostenerlo attivamente.
Il progetto della Pallacanestro Brescia in questi anni ha richiesto investimenti economici ed emotivi enormi per mantenere la squadra costantemente ai vertici della Serie A. Lo sfogo di Mauro Ferrari suona quindi come un serio campanello d’allarme, un appello accorato a ritrovare quel senso di appartenenza che è la base di ogni successo sportivo. Ora spetterà a Brescia – intesa come tifoseria, tessuto imprenditoriale e città intera – dimostrare di aver recepito la provocazione e tornare a far ruggire il proprio palazzetto.
