Punti deboli
- Può essere un punto forte allo stesso tempo un potenziale punto debole? Sì, se parliamo di Gianmarco Pozzecco. Come detto prima, il coach degli Azzurri ha moltissimi meriti per quanto mostrato dai suoi giocatori, ma il pericolo di una sbandata è sempre dietro l’angolo. Il lato emotivo e passionale del Poz, se da un lato è decisamente positivo, dall’altro potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Spesso si scherza sul fatto che il coach della Nazionale non riesca a concludere un’unica partita senza farsi fischiare un fallo tecnico. Ovviamente si tratta di un’esagerazione, ma i momenti in cui il ct perde le staffe all’interno di una partita sono spesso numerosi. Nel peggiore dei casi, queste sfuriate possono portare anche ad espulsioni che rischiano di compromettere l’esito di una gara. L’anno scorso è successo con la Serbia ed è andata bene, ma non sempre sarà così. Per questo il Poz dovrà fare attenzione a gestire le proprie emozioni, per non perdere completamente le staffe e rischiare di mettere a rischio l’esito di una partita.
- Nonostante le ottime qualità che abbiamo precedentemente elencato, a questo roster manca sicuramente qualcosa a livello di talento rispetto ad altre nazionali. Banalmente l’Italia ha solo un giocatore NBA in squadra, non al livello All-Star, e il confronto con superpotenze come USA, Francia, Canada, Australia in termini di “nomi” non regge. Fortunatamente, la pallacanestro non è uno sport in cui vince chi colleziona più figurine. Più determinante sarà quindi l’amalgama del gruppo, che alcune volte può anche soprassedere alla mancanza di talento puro.
- Sicuramente alcune delle mancanze più importanti in questo roster sono la fisicità e l’atletismo. A livello di dimensioni, soprattutto sotto canestro, l’Italia farà fatica contro la maggior parte delle squadre che incontrerà sul proprio cammino. A partire già dal girone, in cui gli Azzurri dovranno vedersela con un’All-Star del talento di Karl-Anthony Towns. Arginare lui sarà un problema, così come lo sarà eventualmente contro un Rudy Gobert. Tuttavia, i nostri hanno già dimostrato l’anno scorso di poter sopperire a questa mancanza riuscendo a non soccombere sotto i colpi di Nikola Jokic. Farlo di nuovo è una missione sicuramente alla portata.
- Rispetto ad altre edizioni passate della nazionale, forse a questi Azzurri manca un giocatore di livello nell’uno contro uno, in grado di ferire gli avversari a giochi rotti e segnare canestri nei momenti più estemporanei. Certo l’Italia farà affidamento, in questi casi, sulle uscite dai blocchi di Fontecchio, il post up di Datome o l’aggressività di Spagnolo. Tuttavia, la sensazione è che un Nico Mannion avrebbe fatto molto bene a questo roster.
