OLIMPIA MILANO – REYER VENEZIA
Notevole prova di forza di Milano, che distrugge Venezia con un secondo tempo prorompente, finendo per vincere di oltre trenta punti una partita che, alla vigilia, ci si attendeva decisamente più combattuta.
I lombardi, però, hanno lanciato la propria vittoria in chiusura di primo tempo, con un parziale di 12-3 che ha ribaltato veramente e per la prima volta l’inerzia del match. Segnalando anche come, contro questa squadra, non ci si possa rilassare un attimo se si hanno ambizioni di vittoria.
Lo ha provato sulla propria pelle la Reyer, che ha pagato a caro prezzo quattro difese consecutive dove errori, più o meno evidenti, l’hanno esposta al parziale che, a posteriori, è stato decisivo.
Partiamo dalla prima azione, con gli uomini di De Raffaele avanti 36-30 che difendono bene per una buona metà dell’azione. Poi, da un cambio difensivo, Watt resta contro Datome che lo attacca dal palleggio. Il centro veneziano tiene bene l’uno contro uno, ma commette poi l’errore di staccarsi per aiutare Bramos sotto canestro. La conseguenza è che Datome resta libero sull’arco. E sono i primi tre punti del break biancorosso.
Piccolo salto avanti. Milano ha pareggiato a quota 36 e ha palla in mano. Qui torniamo sul discorso fatto l’altro giorno, proprio per l’Olimpia: ossia quanto sia importante contestare sempre un tiro a questo livello di competizione. Quello che non fa Mitchell Watt dopo essere finito su Shavon Shields. Che ha troppo spazio per alzarsi e infilare la terza tripla del parziale.
Chiudiamo col pick&roll milanese, che porti agli altri due canestri che andiamo ad analizzare. Nella prima clip vediamo quello che è ormai un marchio di fabbrica dell’Armani: il pick&roll invertito, con Hines portatore di palla e Rodriguez a bloccare. Venezia, inizialmente, è brava a resistere alla tentazione del cambio che la esporrebbe a mismatch scomodi. Ma subito dopo pecca di pigrizia sul nuovo gioco a due, questa volta col Chacho come portatore di palla. De Nicolao resta sul blocco, Watt non esce. E sono altri tre punti.
Così come arrivano altri tre punti nella clip successiva. Milano propone il più classico degli Spain pick&roll, dove il bloccante (Biligha) viene a sua volta bloccato da un terzo attaccante (Datome). In questo caso manca la rotazione di Daye, deputato a ruotare proprio su Rodriguez, con De Nicolao e Watt già riaccoppiati con gli stessi Datome e Biligha. Anche qui, tiro aperto per Rodriguez e solo rete.
HAPPY CASA BRINDISI – CARPEGNA PESARO
Altra grande vittoria per Pesaro, pur se in una partita diametralmente opposta rispetto a quella di ventiquattro ore prima contro Sassari. I marchigiani vincono una gara sbagliando qualcosa in meno della Happy Casa, troppo fallosa e specialmente autrice di un numero di palle perse davvero inusuale per lei.
Gli uomini di Vitucci, in campionato, sono terzi per minor numero di perse a partita, poco più di undici, mentre ieri ne hanno accumulate ben sedici, contribuendo con questo a un dato decisivo in una partita così a basso punteggio: dieci tentativi in meno dal campo rispetto agli avversari.
Palle perse di diversa natura. A partire da quelle vive su cui Pesaro, spesso, ha trovato vitali punti facili in transizione (17, tanti sui 74 finali).
Continuando anche con altre dovute a errori tecnici, come i basilari palloni appoggiati in post basso. Qui vediamo due esempi di passaggi pigri o male eseguiti che finiscono o fuori dal campo o in mano ai difensori pesaresi.
Per finire con palle perse banali o errori di comunicazione tra compagni. Che hanno portato ad altri possessi sprecati e a tiri non presi. Che alla fine hanno spostato l’ago della bilancia verso Repesa e i suoi giocatori.
