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Olimpia-Reyer: la chimica di Spahija sfida il roster di Poeta | LBA Finals 2026

Il verdetto delle semifinali ha rimescolato le carte del basket italiano, regalando una finale tanto inedita quanto affascinante. Le LBA Finals 2026 metteranno di fronte l’EA7 Emporio Armani Olimpia Milano e l’Umana Reyer Venezia. La caduta dei campioni in carica della Virtus Bologna ha rotto il duopolio che dominava il campionato da anni, aprendo la strada a una serie che promette di essere tra le più spettacolari dell’ultimo decennio.

L’Olimpia Milano si presenta all’atto conclusivo dopo aver domato la Germani Brescia in quattro gare (3-1). La squadra di Peppe Poeta ha mostrato sprazzi di pallacanestro d’élite, alternando momenti di pura onnipotenza fisica a spaventose fiammate offensive. La qualificazione alla finale rappresenta per i milanesi l’occasione d’oro per riscattare una stagione europea al di sotto delle aspettative e per chiudere la stagione nazionale con tre trofei.

Dall’altra parte della metà campo ci sarà la vera rivelazione dei playoff: la Reyer Venezia. Gli orogranata guidati da Neven Spahija arrivano a questa finale sulle ali dell’entusiasmo dopo aver compiuto un autentico capolavoro tattico ed emotivo, eliminando la Virtus Bologna con un clamoroso 3-1. Venezia ha espugnato la Virtus Arena in gara 1 e ha poi blindato il Taliercio, dimostrando una compattezza di gruppo e una durezza mentale che la rendono un’avversaria pericolosissima.

La narrativa principale di questa serie è il più classico dei cliché sportivi, ma declinato ai massimi livelli: la corazzata favorita contro l’outsider di lusso. Da un lato l’esperienza monumentale, il budget e la abitudine alle finali di Milano; dall’altro la continuità progettuale, la freschezza mentale e la fame di una Venezia che gioca senza la pressione del pronostico ma con la ferma convinzione di poter scrivere la storia.

Olimpia-Reyer: le chiavi della serie

Ritmo di gioco

Milano preferisce quasi sempre una metà campo controllata, dove poter sfruttare i mismatch fisici e punire le difese con esecuzioni chirurgiche. Venezia, al contrario, esalta le proprie caratteristiche quando può alzare i giri del motore. Se la Reyer riuscirà a imporre la transizione offensiva e a correre in campo aperto, metterà in seria difficoltà le rotazioni difensive dell’Olimpia.

Difesa

La serie si vincerà nella metà campo difensiva. Poeta chiederà ai suoi un collasso controllato nel pitturato per togliere le penetrazioni a Venezia, costringendola a conclusioni difficili. Spahija, di contro, dovrà inventarsi qualcosa per contenere il post-basso dei lunghi milanesi senza concedere troppi tiri aperti sul perimetro ai tiratori dell’Olimpia Milano.

Tiro da tre punti

Il tiro pesante sarà il grande elemento di rottura. Entrambe le squadre hanno serbatoi pieni di tiratori scelti. Se per Milano l’efficacia dall’arco serve ad aprire l’area per le penetrazioni, per la Reyer le fiammate da tre punti (specialmente di Wiltjer e Valentine) sono la linfa vitale per piazzare i parziali che spaccano in due le partite.

Profondità delle rotazioni

Su una serie che si preannuncia logorante, la panchina farà la differenza. Milano ha un roster extralarge costruito per l’Eurolega, che permette a Poeta di cambiare interpreti senza perdere qualità. Venezia risponde con una rotazione a 8 giocatori veri, con la panchina che, spesso, non incide molto sull’andamento della partita.

Fattore campo

Si parte dall’Unipol Forum,ma l’elemento che rende questa chiave davvero elettrizzante è un dato statistico clamoroso: entrambe le squadre arrivano alle Finals imbattute in casa nei playoff. Milano ha blindato il Forum, mentre Venezia ha trasformato il Taliercio in un catino infernale inespugnabile. Con questa premessa, la serie diventa una vera e propria guerra di trincea: per la Reyer, l’obiettivo sarà far saltare il banco subito a Milano, consapevole che se la serie dovesse seguire il trend dell’inviolabilità casalinga, lo Scudetto rimarrebbe saldamente nelle mani dell’Olimpia grazie alla bella a favore.,,,

I giocatori da seguire

Per Milano i riflettori sono tutti su Shavon Shields. Quando l’ala danese decide di mettersi in ritmo, non esistono difensori in Italia capaci di contenerlo. La sua abilità nel creare dal palleggio e la sua leadership nei momenti caldi saranno il faro dell’attacco biancorosso.

Per Venezia il totem indiscusso di questi playoff è RJ Cole. Il playmaker americano sta viaggiando a medie da MVP, reduce da una memorabile gara 4 contro Bologna da 30 punti. Dalla sua capacità di gestire i pick-and-roll e di battere il primo uomo passeranno gran parte delle fortune orogranata.

L’uomo X della serie potrebbe essere Zach LeDay. Il lungo di Milano ha l’esperienza e l’astuzia cestistica per girare una partita con le piccole cose: rimbalzi d’attacco, falli subiti e canestri sporchi. Se LeDay dominerà mentalmente il reparto lunghi di Venezia, la serie potrebbe incanalarsi rapidamente sui binari milanesi.

Perché può vincere l’Olimpia Milano?

  • Fisicità e tonnellaggio: l’Olimpia ha una stazza fisica nettamente superiore in quasi tutti i ruoli, specialmente sotto canestro con il duo Nebo-Diop.

  • Abitudine alle Finals: lo staff tecnico e il nucleo storico dei giocatori sanno perfettamente come si gestisce la tensione e lo stress di una finale scudetto.

  • Profondità del roster: la possibilità di ruotare tanti giocatori di altissimo livello permette di mantenere l’intensità difensiva alta per tutti i 40 minuti.

Perché può vincere la Reyer Venezia?

  • Entusiasmo e leggerezza: la Reyer ha già fatto saltare il banco contro la Virtus; gioca con la mente sgombra di chi sa di aver già compiuto un’impresa.

  • Pericolosità sul perimetro: se gli esterni orogranata entrano in striscia dall’arco, Venezia può produrre parziali offensivi devastanti per chiunque.

  • Chimica di squadra: il gruppo di Spahija sembra un blocco unico, capace di esaltarsi nelle difficoltà e di trovare protagonisti diversi in ogni partita.

Pronostico

L’Olimpia Milano parte nettamente favorita alla vigilia, sia per il vantaggio del fattore campo sia per la qualità complessiva del roster. Tuttavia, la Reyer vista nelle semifinali è una squadra solida, quadrata e assolutamente da non sottovalutare.

La serie potrebbe chiudersi in 4 gare (3-1 per Milano), con Venezia capace di difendere il proprio parquet al Taliercio ma costretta a cedere il passo alla maggiore freschezza e fisicità sulla lunga distanza della squadra di Poeta.

La vera discriminante della serie sarà la lotta a rimbalzo. Se L’Olimpia riuscirà a controllare i tabelloni, negando i secondi possessi a Venezia e limitando i loro contropiedi, costringerà la Reyer a giocare solo a metà campo, dove la difesa schierata dell’Olimpia ha pochissimi punti deboli.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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