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Ascolti record per le Finali NBA 2026: la sfida tra Spurs e Knicks vola nei dati TV

Le Finali NBA 2026 stanno riportando la lega a livelli di ascolto che non si vedevano da anni. La sfida tra San Antonio Spurs e New York Knicks si è rivelata esattamente l’appuntamento che la NBA aspettava: un grande mercato come New York contro una squadra giovane guidata dal nuovo volto della lega, Victor Wembanyama.

Finali NBA: numeri che mancavano dal 2018

Gara 1 ha radunato davanti agli schermi una media di 16,93 milioni di spettatori, con un picco di 19,63 milioni. Gara 2 ha confermato il trend con oltre 16,4 milioni di spettatori medi e una punta di 19,42 milioni. Considerando le prime due partite insieme, la serie viaggia su una media complessiva di 16,68 milioni di spettatori.

Bisogna tornare al 2018 per trovare dati simili alle Finali NBA: all’epoca, lo scontro tra Warriors e Cavaliers — con Stephen Curry, Kevin Durant e LeBron James — richiamò in media 17,7 milioni di telespettatori, con gara 2 a quota 18,5 milioni. Il confronto con le ultime Finali, quelle del 2025 tra Pacers e Thunder, è ancora più eloquente: quell’edizione si fermò a soli 8,76 milioni di spettatori medi, poco più della metà rispetto a quest’anno.

Il record assoluto rimane lontano: la serie del 1998 tra Bulls e Jazz fu seguita in media da 29,04 milioni di persone. Ma per il commissioner Adam Silver il segnale è comunque significativo, dopo stagioni in cui le Finali faticavano ad andare oltre il pubblico dei soli appassionati.

Un’accoppiata difficile da ignorare

Il successo di ascolti non sorprende se si guarda all’attrattiva dei protagonisti. Per Wembanyama si tratta delle prime Finali in carriera, e la sua presenza trasforma gli Spurs in una squadra capace di interessare un pubblico molto più ampio rispetto alla sola tifoseria texana.

Dall’altra parte, i Knicks tornano sul palcoscenico più importante dopo decenni di assenza: l’ultima apparizione alle Finali risaliva al 1999, mentre l’ultimo titolo è del 1973. Jalen Brunson, Karl-Anthony Towns e il Madison Square Garden offrono alla lega una vetrina enorme, e la fanbase newyorkese — tra le più grandi dell’intera NBA — pesa inevitabilmente sui numeri.

A rendere tutto più appetibile ci ha pensato anche il campo: le prime tre partite si sono concluse tutte con meno di dieci punti di scarto, tenendo alta la tensione fino all’ultimo secondo. Che vincano gli Spurs — a caccia del primo titolo dal 2014 — o i Knicks, la NBA sembra destinata a uscire comunque vincitrice da questa serie.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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