• Chi siamo
  • Contatti
  • Partners
  • Cookie Policy
  • Quiz
martedì, Ottobre 6, 2026
No Result
View All Result
  • Login
  • Register
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
    • Europa
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
    • Europa
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
No Result
View All Result
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
No Result
View All Result
Home Interviste

Riccardo Fois: “A Banchero piace la bandiera italiana, Chris Paul leader vero”

Massimiliano Bogni by Massimiliano Bogni
17 Nov 2022
in Interviste
0 0
0
Riccardo Fois
Share on FacebookShare on Twitter

La Nazionale ha unito l’intera Italia sotto il colore azzurro come da tempo non si era verificato. Da Belgrado fino a Colonia, ha riacceso un quantitativo di emozioni pazzesche: pur avendo grandi individualità, cosa è cambiato per riuscire a creare questo gruppo? Rispetto alle selezioni più blasonate, questa Italia sulla carta sarebbe un passo indietro, ma chimica e alchimia hanno colmato questo divario. Le Nazionali, che vincano o che perdano, uniscono davvero nel momento in cui suscitano emozioni e onorano la maglia: questa Italia l’ha fatto in maniera evidentissima. Quali i segreti? I momenti decisivi in cui avete capito “Qui si può fare qualcosa di grande, anche a costo di bruciare qualche tappa”?

Facile dirlo adesso, a posteriori: già il raduno a Pinzolo, dove tanti ragazzi sono venuti tre giorni prima che iniziassero i primi allenamenti perché ci tenevano a presentarsi al massimo, ci ha mostrato lo spirito del gruppo, che Gianmarco ha plasmato tramite concetti come lo “stare bene insieme” e “amarsi”. I cliché del basket recitano “stiamo insieme, giochiamo duro, corriamo”, però poi bisogna farlo: bisogna tenere i giocatori responsabili per quelle cose lì! Questo è stato l’obiettivo perseguito e raggiunto da tutti coloro che hanno fatto parte di questo gruppo unitissimo, dal capo delegazione ai massaggiatori, a tutte le persone dello staff. Quando si crea un gruppo così è chiaro che non c’è la paura di affrontare un avversario: siamo uniti. In tutte le partite avevamo un piano chiaro di quello che dovevamo fare, e soprattutto avevamo dei ragazzi assolutamente non spaventati all’idea di affrontare determinate squadre. Se vogliamo azzardare un paragone calcistico, a me ha ricordato l’Italia dell’Europeo di Conte (2016, ndr): una squadra che emoziona, dove i ragazzi remano tutti nella stessa direzione. La cosa più bella che mi porto dietro io è la panchina: quando gli altri erano in campo, quelli seduti erano tutti sul pezzo, si incitavano a vicenda. Quando il senso di appartenenza e di gruppo, anche in un momento in cui magari vai sotto di 12 contro la Serbia o di 11 con la Francia, rimane così forte, vuol dire che lo spessore umano della squadra è di altissimo livello. A mio avviso, la cosa grande è, adesso, costruire su queste basi: l’obiettivo è migliorarsi individualmente e come squadra. Il margine è, una volta che sei +7 sulla Francia a 2’ dalla fine, essere tra un paio di anni a +11.

Simone Fontecchio è l’uomo immagine di questa Nazionale, anche considerata la sua storia. Tanti luoghi comuni, come “Se un giocatore vuol farsi allora deve andare fuori dall’Italia” (Fontecchio, Polonara, la carriera di Melli…): che idea hai di questa situazione? Gli esempi di giocatori italiani che hanno fatto il salto una volta superati i nostri confini sono molti: al netto di leggi o “panda”, pensi che lo step fondamentale nella carriera di Simone sia stato effettivamente andare all’Alba Berlino? Adesso, paradossalmente, non sembra neanche più il giocatore che era un anno fa: una convinzione e una capacità di essere leader impensabile per lui, prima del Preolimpico di Belgrado…

Prima cosa: in ogni ambito della vita, non solo nel basket, uscire dalla comfort zone porta a migliorare. Andare all’estero e confrontarsi con una realtà diversa, dove nessuno ti regala niente, porta banalmente a crescere o a smettere. Simone, lo dicono i fatti, era già un giocatore di alto livello nel suo percorso di crescita come ragazzo: era in orbita NBA da tanti anni, ha avuto delle normali difficoltà nella crescita di un giocatore. Quando è andato a Berlino ha trovato il clima culturalmente giusto per aumentare la fiducia nei propri mezzi e nelle sue routine, che l’hanno portato a essere uno dei giocatori più forti di Eurobasket. Una volta raggiunto quello step, da diventare un giocatore di livello sera sì sera no a essere consistent ogni volta che entra in campo, gli auguro e penso possa avere una carriera in NBA di 10 anni. Non ho dubbi, anzi: ci saranno momenti difficili, come ogni volta che si esce dalla zona di comfort. Una volta arrivato in NBA dovrà ricominciare da capo ma riuscirà a farlo, spero nel minor tempo possibile.

Page 3 of 4
Prev1234Next
Tags: Backdoor One To OneRiccardo Fois

Massimiliano Bogni

Massimiliano Bogni

Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

Next Post
UnaHotels Reggio Emilia

UnaHotels Reggio Emilia, dalla difesa la forza per rialzarsi

Ultimi Articoli

NBA, Ben Simmons impressiona ai Kings: può diventare titolare

NBA, Ben Simmons impressiona ai Kings: può diventare titolare

6 Ott 2026
Lupattelli

Stefano Lupattelli, lo scout umbro dei Warriors: «L’NBA? Dettagli maniacali e sogno che si realizza»

6 Ott 2026
EuroLeague: licenze convertite in franchising, si apre l’espansione

EuroLeague: licenze convertite in franchising, si apre l’espansione

6 Ott 2026
Supercoppa ad Abu Dhabi a rischio? L’Eurolega mette le cose in chiaro

L’Eurolega rifiuta l’offerta NBA ma non chiude la porta del tutto

6 Ott 2026

Copyright

Backdoor Podcast è una testata giornalistica telematica, registrata presso il tribunale di Monza (Aut. n. 11/19 del 04/11/2019) – Direttore responsabile: Simone Mazzola (n.t. ODG 169818).

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Home
  • Lega Basket
    • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • Serie A2
  • EuroLeague
    • Europa
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • Esclusive
    • Analytics
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.