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Francesco Ferrari, nuova stella della Virtus: «Io, lo stile europeo e il sogno NBA»

Il panorama del basket italiano ha un nuovo, scintillante protagonista: Francesco Ferrari. Il talento classe 2005, recentemente approdato alla Virtus Bologna, si è confessato in una lunga intervista a Sportweek, tracciando un bilancio tra la crescita fisica, l’impatto con l’Eurolega e le ambizioni che portano dritte oltreoceano.

Dal College Basketball alla maglia delle “Vu Nere”

Cresciuto a Borgomanero e passato per le giovanili dell’Olimpia Milano e l’A2 a Cividale, Francesco Ferrari è arrivato a Bologna in anticipo sui tempi. Un salto di categoria che ha richiesto un immediato adeguamento fisico: «In due mesi ho messo su sei chili. Io non sono uno che legge i commenti, però a volte mi escono e mi ci casca l’occhio. Appena arrivato mi dicevano: “Non è ancora pronto, è troppo magro”».

Nonostante il lavoro in palestra, Framcesco Ferrari mantiene intatta la sua identità tecnica, conscio che la sua forza risieda nell’agilità: «Però dico sempre che non devo essere un giocatore da 110 chili, perché sennò perdo le mie abilità. Sono un giocatore atletico, che corre per il campo. Ora mi sento al massimo della forma, fisicamente sto molto bene».

Lo spogliatoio e l’obiettivo Scudetto

L’inserimento nel gruppo di coach Ivanovic è stato naturale, supportato da veterani e da una società ambiziosa guidata dal presidente Zanetti. Ferrari non si nasconde di fronte alle aspettative di una piazza che respira basket: «È l’obiettivo, certo. Sappiamo che è tosta. Il campionato è di alto livello, tra Milano, Brescia, Venezia. Dobbiamo essere bravi a conquistare il fattore campo, poi si vedrà. Ai playoff sarà una bella battaglia».

Francesco Ferrari ha poi speso parole di stima per i compagni, sottolineando il clima positivo: «Edwards sul campo è illegale e nello spogliatoio è sempre lì che ride. E Dani, Hackett, è fantastico. È veramente un bel gruppo».

Nazionale e futuro: tra Gallinari e il sogno americano

Capitano dell’Under 20 campione d’Europa, Francesco Ferrari ha vissuto momenti di grande pressione, come il discorso davanti al Presidente Mattarella, definito «più difficile che giocare la finale dell’Europeo». Ma è sul suo futuro tecnico che il giovane talento mostra una maturità sorprendente, analizzando il possibile approdo negli Stati Uniti con estremo pragmatismo.

«Mi vedo più un giocatore in stile europeo che americano, però l’idea dell’Nba c’è. Sarebbe stupido rifiutarla, anche solo per l’esperienza di vita e di basket». Il suo punto di riferimento rimane un pilastro del basket azzurro: «Gallinari. Lui è il mio idolo italiano. Poi anche Kobe Bryant. E il 24 che porto è anche per lui. Dopo la partita contro Milano, dopo il mio primo derby d’Italia, Belinelli mi ha mandato un messaggio: “Bravo, continua così”. Ti fa capire che stai andando nella direzione giusta».

Predestinato sotto pressione

Essere considerato il futuro del movimento italiano non sembra spaventare Francesco Ferrari, che anzi trae energia dalle aspettative: «Un privilegio, perché dentro ti senti qualcuno che ce la può fare. Però è anche una pressione, e bisogna essere bravi a gestirla. Io comunque sotto pressione riesco a dare il meglio di me».

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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