Danilo Gallinari ha le idee chiare su queste Finali NBA. L’ex lungo azzurro, scelto dai Knicks al sesto posto assoluto nel Draft 2008 e ritiratosi lo scorso dicembre dopo vent’anni di carriera tra NBA ed Europa, ha analizzato la sfida tra New York e San Antonio per TalkBasket.net, partendo da un concetto che conosce bene: la difesa fa la differenza quando si gioca per il titolo.
Gallinari ha sottolineato come i Knicks abbiano trovato la loro migliore versione nel corso della stagione, non certo all’inizio. Il lavoro difensivo nei playoff è stato il vero elemento distintivo rispetto alle altre squadre:
«I Knicks sono migliorati nel corso dell’anno. Non giocavano a questo livello né all’inizio né a metà stagione. Hanno sistemato alcune cose e ora stanno giocando molto bene. Hanno ottimi difensori in ogni posizione. Si dice sempre che l’attacco riempie i palazzetti, ma è la difesa a vincere i campionati. E la difesa è sempre la chiave.»
Towns, Brunson e la gestione di Wembanyama
Sul piano individuale, Gallinari ha indicato Karl-Anthony Towns come uno dei fattori più importanti della serie. La sua capacità di colpire dall’arco, secondo l’italiano, costringerà Wembanyama a uscire dall’area pittura, aprendo spazi preziosi per le penetrazioni dei compagni:
«Towns sta giocando a un livello altissimo, sia in attacco che in difesa. La chimica è ottima. Dovrà continuare su questa strada. Offensivamente, sarà fondamentale che continui a tirare con un’alta percentuale da tre, perché questo obbligherà Wembanyama ad allontanarsi dal canestro. E tenere Wemby fuori dal pitturato è, secondo me, la cosa più importante.»
Su Jalen Brunson, Gallinari ha speso parole di grande stima, evidenziando come la sua sicurezza nei momenti decisivi sia il prodotto di anni di esperienza in situazioni ad alta pressione, amplificata dal peso specifico di giocare e vincere a New York:
«Brunson sa che nei momenti che contano il pallone finirà nelle sue mani, e c’è un’ottima probabilità che segni o prenda la decisione giusta. Ha vissuto queste situazioni per anni, e farlo a New York, da All-Star, significa portare una responsabilità enorme. Ma lui la sta gestendo alla grande. La sua fiducia è ai massimi storici.»
Shamet, l’incognita che Gallinari conosce bene
C’è però un nome che Gallinari tiene a citare quando si parla di fattori sorpresa: Landry Shamet. I due hanno condiviso lo spogliatoio ai Clippers quando Shamet era ancora una matricola, e il Gallo non ha mai smesso di seguirlo con attenzione.
Energia, fisicità e tiro da tre punti: queste sono le qualità che potrebbero rendere Shamet un elemento determinante in questa serie per l’anello, proprio come lo è già stato nel turno precedente.
