4° quarto: l’Efes è più clutch, il Barcellona sbaglia i possessi decisivi.
Con la partita nelle mani dell’Efes, il Barcelona doveva cercare subito un modo per rientrare. Obiettivo raggiunto anche grazie alla difesa che ha retto nei minuti di Pau Gasol in campo, in precedenza piuttosto complicati. A scanso di equivoci, va detto che i problemi del primo tempo non si siano risolti miracolosamente, quanto, piuttosto, un paio di scommesse difensive di Gasol siano state graziate dai tiratori avversari.
Sono mancati, invece, Nikola Mirotic e Nic Calathes per coach Jasikevicius. E se per il play greco ci sono tutte le attenuanti del caso, viste le condizioni fisiche a dir poco precarie, per la stella ex Bucks non vale lo stesso discorso. Nel primo momento di rimonta blaugrana un paio di suoi errori, attacco-difesa (imperdonabile dare le spalle a Shane Larkin su una situazione di pick&roll), sono pesati come macigni. Il tutto mentre la squadra di Ataman, quando ha potuto, ha portato l’acciaccato Calathes sulle piste di Larkin.
Nonostante questo, il Barcelona non si è scomposto e in attacco ha continuato a rimanere nei suoi giochi, andando a cercare con continuità Brandon Davies per raggiungere la parità. Vediamo di seguito un set usato con profitto per trovare i cinque punti del pareggio. Un consegnato giocato da Mirotic per Higgins, seguito da un blocco sulla palla dello stesso Davies (cosiddetta “Miami action”), che finisce poi per aprirsi dietro l’arco, per un tiro o per attaccare l’avversario (Sanli) più lento di piedi.
Si è entrati così in parità negli ultimi cinque minuti di partita. E qui l’Efes ha vinto anche perché è stato più spietato sui possessi decisivi. Jasikevicius è tornato con Claver su Micic e Bolmaro su Larkin, come accoppiamenti difensivi. Ma i due leader dell’Efes hanno ancora una volta tirato fuori due giocate da antologia contro un paio di difese catalane di altissimo livello. Poi ci si è messo anche Chris Singleton, con un canestro in fade away che è valso oro.
I blaugrana a quel punto sono crollati: Cory Higgins ha avuto un paio di pessime letture offensive che si sono trasformate in una palla persa e in un tiro forzato, nel momento in cui aveva almeno un paio di compagni di squadra liberi per lo scarico. Infine, l’ultima chiamata, su una persa di Micic a 50″ dal termine, con il contropiede sbagliato malamente da Kuric.
Per chiudere i conti, manco a dirlo, l’Efes è andato da Vasa Micic. Che ha messo le ultime pennellate sul suo capolavoro di partita con le due penetrazioni, sempre da situazione di pick&roll, che hanno messo definitivamente in ginocchio un Barcelona che a quel punto ha potuto solo concedere la vittoria agli avversari. Vedendo annullato anche l’ultimo disperato tentativo di limitarlo con la marcatura di Higgins.





