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Ferrero, l’ultimo ballo con Brescia: esperienza, identità e un futuro ancora da scrivere

L’estate 2024 poteva segnare la fine della carriera giocata di Giancarlo Ferrero. Le qualità tecniche non sono mai mancate, così come l’esperienza e la sensibilità cestistica. Eppure, dopo una stagione chiusa con la promozione in Serie A a Trieste, l’ipotesi dell’addio era concreta.

Poi è arrivata la chiamata giusta. Peppe Poeta e Mauro Ferrari lo hanno convinto a rimettersi in gioco. Da lì è iniziata la stagione che ha portato la Germani Brescia fino al titolo di vicecampione d’Italia. Un percorso che ha aperto alla richiesta di restare ancora un anno.

Ferrero: l’ultimo anno da giocatore, salvo sorprese

Quella in corso dovrebbe essere, salvo colpi di scena, l’ultima stagione da giocatore per Ferrero. Ala piccola, 38 anni il prossimo agosto, è il decimo uomo di una Brescia che, quando al completo, ruota a nove giocatori.

Un ruolo silenzioso, ma centrale. Per equilibrio, letture e presenza quotidiana. Elementi che non finiscono nei tabellini, ma che incidono profondamente sul rendimento del gruppo.

L’impresa di Milano e le triple di Della Valle

Ospite a Teletutto, nella trasmissione Basket Time, Ferrero ha commentato l’impresa di Milano contro l’Olimpia, decisa da un finale irreale di Amedeo Della Valle.

«Mi ha fatto mettere le mani nei capelli. Mi ha emozionato e divertito», racconta.
Il legame va oltre il parquet: «Non è solo un conterraneo, né solo il mio capitano. Quei tiri non sono estemporanei: li allena tutta la settimana».

Parole che raccontano il lavoro dietro i momenti iconici.

Brescia vista da dentro: un modello riconoscibile

Ferrero ha vissuto abbastanza parquet da saper leggere le piazze. Brescia lo aveva colpito già da fuori.
«Ne percepivi la solidità e l’identità», spiega. «Da dentro capisci quanto siano radicate».

Oggi la Germani è un punto di riferimento del basket italiano. Un progetto atipico, che sceglie un roster corto e rinuncia alle Coppe europee pur restando stabilmente ai vertici della Serie A.

Lunedì la Virtus: rivincita e big match

Lunedì alle 20, Brescia affronta la Virtus Bologna. È la rivincita della finale scudetto. Ed è lo scontro diretto con la principale inseguitrice, distante due punti.

«Siamo la capolista, è il big match della giornata», sottolinea Ferrero.
«Alla Virtus mancherà Pajola, ma hanno tante armi. Dovremo essere noi stessi e affrontare la gara con equilibrio, soprattutto dopo la vittoria di Milano».

Il dopo-carriera di Ferrero e un futuro ancora legato a Brescia

Da tempo Ferrero prepara il domani. Ha una doppia laurea in Economia e già oggi si occupa di consulenze finanziarie. Il campo, però, resta centrale.

È difficile immaginare una Brescia senza Ferrero. Forse non in campo. Forse nemmeno con un ruolo dirigenziale definito. Ma la sua presenza continua a generare valore.

E anche questa stagione lo sta dimostrando, ogni giorno.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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