Houston non molla. Spinti sull’orlo dell’eliminazione, i Rockets hanno risposto con forza, travolgendo i Golden State Warriors per 131-116 in gara 5 del primo turno playoff, prolungando la serie e rimandando ogni verdetto a gara 6, in programma venerdì a San Francisco.
Fred VanVleet ha guidato Houston con 26 punti, seguito dai 25 di Amen Thompson e dai 24 di Dillon Brooks, in una serata in cui tutto il quintetto iniziale dei Rockets è andato in doppia cifra. Una prestazione collettiva impressionante che ha messo subito in difficoltà gli avversari.
“Nessuno vuole andare a casa”, ha dichiarato Alperen Sengun, simbolo della determinazione del gruppo.
Dopo un primo quarto devastante e un secondo periodo chiuso con un vantaggio di 27 punti, i Rockets hanno raggiunto il massimo vantaggio sul 93-64 nel terzo quarto. A quel punto, l’allenatore di Golden State, Steve Kerr, ha deciso di svuotare la panchina, gettando di fatto la spugna. Anche Ime Udoka, coach di Houston, ha fatto rifiatare i titolari prima di reinserirli brevemente per contenere una timida rimonta dei Warriors.
La gara è stata anche scossa da un momento di tensione nel finale: Pat Spencer ha spinto Dillon Brooks e ha poi colpito con una testata Sengun, venendo espulso. Dopo la rissa, Houston ha piazzato un mini-parziale di 7-2 che ha chiuso definitivamente i conti.
I Warriors hanno avuto poco da festeggiare, nonostante i 25 punti dalla panchina di Moses Moody e un totale di 76 punti dala panchina, record di franchigia in un match di playoff dal 1970-71. Poco brillanti invece Stephen Curry (13 punti con 4/12 al tiro) e Jimmy Butler, che ha chiuso con appena 8 punti in 25 minuti dopo essere stato decisivo nei match precedenti.
Houston ha tirato con un eccellente 55,1% dal campo, inclusi 13 su 30 da tre, contro un più modesto 41,7% e 15 su 44 dei Warriors.
Houston può entrare nella storia
Con questa vittoria, i Rockets sperano ora di riscrivere la storia: solo 13 squadre nella storia NBA sono riuscite a rimontare da un 3-1 in una serie playoff. Houston lo ha già fatto due volte, l’ultima nel 2015 contro i Clippers. Ironia della sorte, Golden State ha subito una delle rimonte più famose della storia NBA, nella finale del 2016 contro Cleveland.





