L’pNBA è una lega che muove cifre sempre più impressionanti. Le franchigie oggi valgono in media 5,5 miliardi di dollari, i contratti dei giocatori continuano a crescere stagione dopo stagione e il basket professionistico è diventato un vero e proprio colosso economico globale. Eppure, anche in questo contesto di espansione finanziaria, esiste una categoria che continua a rimanere nettamente indietro rispetto alle superstar in campo: gli allenatori.
Secondo i dati condivisi da Boardroom, Steve Kerr rimane l’head coach più pagato della NBA in questa stagione, con uno stipendio medio annuo di 17,5 milioni di dollari. Il coach dei Golden State Warriors, simbolo di una dinastia che ha ridefinito il basket moderno, continua a rappresentare il punto di riferimento anche sul piano economico tra gli allenatori.
Alle sue spalle troviamo un gruppo ristretto di tecnici d’élite. Erik Spoelstra (Miami Heat) e Tyronn Lue (Los Angeles Clippers) condividono il secondo posto con 15 milioni di dollari annui. Entrambi incarnano la figura dell’allenatore moderno: gestione dello spogliatoio, adattabilità tattica e grande esperienza nei playoff.
Subito sotto, con 11 milioni di dollari a stagione, si colloca un blocco consistente di coach: Joe Mazzulla, Rick Carlisle, Doc Rivers e Ime Udoka. Si tratta di profili diversi per età ed esperienza, ma accomunati da una cosa: la fiducia totale delle rispettive franchigie, che investono cifre importanti per garantire stabilità tecnica.
A completare la top ten troviamo Mike Brown (10 milioni), Jason Kidd (9,5 milioni) e JJ Redick (9 milioni). Quest’ultimo rappresenta un caso interessante: ex giocatore e volto mediatico, Redick entra subito tra i coach più pagati, segno di quanto oggi contino leadership, comunicazione e visione oltre alla pura esperienza in panchina.
Un dato particolarmente significativo riguarda l’evoluzione del mercato. Monty Williams ha “resettato” il valore degli allenatori firmando un contratto da sei anni per 78,5 milioni di dollari, aprendo la strada a stipendi a doppia cifra per sempre più coach. Attualmente, nove allenatori NBA guadagnano almeno 10 milioni di dollari a stagione.
Nonostante questi numeri, il confronto con i giocatori resta impietoso. In questa stagione, 58 giocatori NBA guadagnano almeno 30 milioni di dollari, mentre 170 superano i 10 milioni. In altre parole, un allenatore tra i più pagati della Lega guadagna quanto un giocatore di fascia media, se non meno.
Questo squilibrio evidenzia una realtà chiara: in NBA il valore economico continua a essere legato soprattutto alla produzione sul parquet. Tuttavia, con squadre sempre più costose e competitive, il ruolo del coach come asset strategico sta finalmente ricevendo maggiore riconoscimento.
Il trend è chiaro: gli stipendi degli allenatori stanno crescendo, ma il margine per colmare il gap con i giocatori è ancora enorme. In una Lega da miliardi, anche la panchina sta diventando sempre più preziosa.





