TORTONA – Il primo quintetto dell’era Banchi è all’insegna delle sorprese. Ferrari (unico giocatore di A-2) e Casarin da handler sono nello starting five insieme a Della Valle, Procida e Tessitori (e qui ce lo si poteva aspettare). Ma la notizia più bella è il ritorno del capitano azzurro Achille Polonara in un palazzetto. Inizio freddo da 0-5 poi l’Italia scioglie le vele e va sull’onda di un ottimo Casarin da 12 punti su 21 di squadra (21-21 al 10’). L’Islanda è una squadra più fisica e soprattutto più esperta mentre gli azzurri sono decisamente “in fase di montaggio”: Banchi che fa toccare il campo a tutti i giocatori, poi come logico asciuga le rotazioni e cavalca il fisico di Casarin e il tiro di Baldasso (34-38 all’intervallo). L’Italia ha poco talento e si affida alla solidità per contrastare una Islanda che gioca a memoria (54-61 al 30’). Della Valle e Procida, con Tex a far legna sotto i tabelloni e azzurra scappa (68-64 al 34’). Finale da brividi. Della Valle in lunetta sbaglia addirittura due tiri liberi (quanti personali lasciati sul ferro!), Fridriksson firma il sorpasso con un gioco da 3 punti mentre Tonut si mangia letteralmente un canestro in contropiede. Ultimo possesso Italia sul -3, ma Baldasso spara sul ferro il tiro del possibile pareggio e sempre Fridriksson mette il sigillo sulla vittoria dell’Islanda (81-76).
ITALIA
Casarin 7.5: da handler nel primo tempo è addirittura il giocatore di riferimento degli azzurri. A lungo in panchina con 4 falli, si fa trovare pronto per il finale.
Della Valle 7: non appariscente, ma le sue letture sui pickandroll sono di un altro livello. Dietro ADV si sbatte pure, a dimostrazione di quanto ci tenesse a tornare in Nazionale. Nel finale sbaglia due tiri liberi sanguinosi.
Ferrari 6.5: in quintetto non per caso. Braccia lunghissime, in difesa giostra da 4 per mancanza di alternative credibili nel ruolo. Tra le sorprese positive della serata.
Procida 7: partita dai due volti. Nel primo tempo collezione ferri e scelte sbagliate. Poi si sblocca da oltre l’arco, prende fiducia e diventa l’uomo in più dell’Italia.
Tessitori 6.5: baluardo di fisico e di talento. Banchi lo cavalca quasi sempre nonostante i problemi di falli. Anche per mancanza di alternative, ma soprattutto per merito di Tex.
Tonut 6.5: alza il livello difensivo francobollando Fridriksson. E non solo. Un fattore dal punto di vista fisico, guida gli azzurri alla rimonta e al sorpasso. Ha sulla coscienza un rigore sbagliato a porta vuota nel momento decisivo.
Baldasso 7: il beniamino di casa carica il cannone per dare una alternativa ad una Nazionale senza grande talento. Gioca a lungo da playmaker insieme a Della Valle, costruisce in pickandroll e mette punti preziosi a referto.
Suigo s.v: un paio di comparsate nei finali di quarti. Torna dalla Serbia con addosso almeno 10 chili di muscoli in più: può diventare il futuro di azzurra, adesso è ancora acerbo per questi livelli.
Librizzi s.v.
Grant 6: costretto a giocare da 4 e da finto lungo, fa il suo.
Vincini s.v.
Petrucelli 6: Banchi gli chiede straordinari sui due lati del campo. John risponde presente. Una sicurezza.
Coach Banchi 6: male la prima in casa. E contro l’Islanda. Banchi fa il fuoco con la legna che ha, ma la sconfitta dimostra che c’è una lunga strada in salita da percorrere. Altro che fanfaronate. Torna quanto mai di attualità l’hashtag #siamoquesti.
