Italbasket ha chiuso la recente finestra FIBA con due vittorie convincenti, risultati che rappresentano un passaggio importante nel percorso iniziato con il nuovo corso della squadra.
Erano due partite che l’Italia doveva vincere e l’obiettivo è stato centrato. Paradossalmente la prima gara è stata più convincente della seconda, ma il punto centrale resta il risultato: due successi ottenuti con relativa tranquillità, senza particolari rischi.
Anche per questo il bilancio della finestra è positivo. In un basket internazionale sempre più competitivo, portare a casa le partite che devi vincere non è mai scontato, e l’Italia lo ha fatto con autorità. Ne abbiamo parlato insieme a Marco De Benedetto nell’ultimo episodio di Backdoor Call.
La prima partita, paradossalmente, è stata meglio della seconda, ma comunque la squadra ha portato a casa il risultato. Un elemento positivo è stata anche la partecipazione del pubblico di Livorno, che ho notato in modo evidente. Insomma, ci sono segnali incoraggianti, anche perché si vede un po’ più di “linea verde” in campo.
È vero, non possiamo considerare il risultato del campo come oro colato, perché non si trattava di test definitivi. Tuttavia, le due partite sono state vinte bene, e questo non è mai scontato al livello a cui è arrivato il basket italiano. Ora si guarda avanti, con un po’ più di tranquillità rispetto all’inizio dell’avventura di Luca Banchi come commissario tecnico.
Dall’altra parte, però, la squadra doveva comunque impegnarsi per qualificarsi ai Mondiali. L’obiettivo era quindi mantenere un certo livello di qualità, integrando la linea verde con i veterani della squadra.
Queste prime due finestre FIBA sembrano andare in quella direzione. Uno zoccolo di veterani italiani ha svolto, devo dire, molto bene il ruolo di “chiocce”, trasmettendo uno spirito che arriva anche dalla gestione precedente.
In generale, si nota uno spirito di attaccamento, serietà e voglia di lavorare bene, che i veterani trasmettono ai più giovani. I veterani – tolti i super big, assenti in queste finestre – non saranno tutti presenti nel futuro della nazionale, mentre i giovani sì, non tutti magari, ma si spera quasi tutti. Nelle ultime due partite contro la Gran Bretagna, i ragazzi hanno mostrato pochissimo spazio a chi si chiudeva o si “sconnetteva”. Tutti hanno mantenuto alta la concentrazione, pur commettendo qualche errore o senza sempre lo stesso livello di qualità. Hanno però giocato assieme, cercando di fare le cose nel modo giusto e praticando un basket funzionale.
