I Mondiali di pallacanestro femminile hanno regalato una delle sfide più emozionanti e drammatiche della storia recente del basket azzurro. La sfida da dentro o fuori tra Italia e Australia ha tenuto i tifosi col fiato sospeso fino all’ultimo secondo, mettendo in luce sia la straordinaria crescita del movimento azzurro sia i dettagli tattici su cui lavorare ancora. Di seguito analizziamo i tre momenti chiave, positivi e negativi, che hanno deciso l’incontro. Una partita che possiamo definire un mix tra la splendida prestazione contro le americane e la brutta partita giocata contro la Cina.
La reazione d’orgoglio dell’Italia e la rimonta dal -26
La prima chiave positiva dell’incontro è stata senza dubbio l’incredibile carattere dimostrato dalle Azzurre nell’ultimo quarto. Sotto di ben 26 punti e con l’inerzia completamente a favore dell’Australia, l’Italia non ha mollato, mettendo in piedi una rimonta clamorosa fino al pareggio a quota 77. A guidare la carica sono state una prestazione da 23 punti di Costanza Verona e i canestri pesanti di Vittoria Blasigh nella ripresa. Questa reazione conferma che la Nazionale possiede la qualità mentale per competere ai massimi livelli mondiali.
L’avvio di gara e l’impatto fisico delle australiane
La chiave negativa principale riguarda l’approccio al match nei primi due quarti. L’Australia ha imposto da subito la propria superiorità fisica sotto canestro e una grande circolazione di palla, scavando un parziale pesante. La difficoltà nel contenere le esterne avversarie, in particolare una Isobel Borlase da 30 punti, ha costretto l’Italia a inseguire a lungo, spendendo energie preziose che sono poi mancate nel finale di gara.
La gestione dei dettagli nei minuti decisivi
L’ultimo aspetto chiave è stata la gestione dei possessi nei momenti caldi del finale. Dopo aver completato il riaggancio, l’Italia ha pagato a caro prezzo una mancanza di lucidità negli ultimi secondi di gioco. Tra scelte forzate e il sottomano di Francesca Pasa sputato dal ferro proprio sulla sirena, le Azzurre hanno visto sfumare un’impresa storica per pochissimi dettagli. Una lezione amara ma fondamentale per colmare il gap con le big del ranking FIBA.
Le parole del Commissario Tecnico e delle protagoniste
Andrea Capobianco:
“Le ragazze hanno qualcosa dentro che non si trova da nessuna parte: il talento è la loro anima. Hanno trovato la forza di rialzarsi da una situazione disperata. Quando affronti le prime del ranking FIBA devi curare i dettagli e qualche sbavatura l’abbiamo commessa, ma poi è venuto fuori il cuore delle ragazze. In un anno abbiamo affrontato Belgio, USA e Australia perdendo per pochissimi punti complessivi: significa che sognare di lottare per il vertice non è impossibile. Uscire così fa male, ma faremo tesoro di questa esperienza.”
Costanza Verona:
“Non so ancora come non sia entrata quella palla nel finale. Purtroppo ci siamo complicate la vita da sole nei primi due quarti, ma siamo risalite alla grande dimostrando chi siamo. Fa malissimo cadere così, ma abbiamo dimostrato di potercela giocare davvero con chiunque.”




