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Home Nazionale

Italia, il preolimpico è un fallimento? No, siamo (più o meno) questi

Fabio Cavagnera by Fabio Cavagnera
8 Lug 2024
in Nazionale
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Italia

Gli azzurri durante il preolimpico a San Juan (foto Fiba)

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L’Italia del basket ha detto addio al sogno olimpico di Parigi 2024 nella tarda serata di sabato, con la netta sconfitta contro la Lituania. Una delusione, sicuramente, ma leggere dei termini come ‘fallimento’, ‘disastro’ o di peggio tra social ed anche qualche commento di addetti ai lavori pare obiettivamente eccessivo. La squadra di Pozzecco poteva fare meglio, senza dubbio, ma è stata sconfitta da una squadra superiore. Non per niente era data da tutti come la favorita del torneo alla vigilia.

Non sempre arrivano imprese o miracoli

Gli azzurri ci hanno fatto sognare nelle ultime tre estati, andando spesso oltre i loro limiti. Sono arrivati ad un passo dal giocarsi una medaglia agli Europei 2022, sono andati ai quarti alle Olimpiadi 2021 e lo scorso anno ai Mondiali. Ma, per farlo, hanno compiuto delle imprese memorabili, soprattutto contro la Serbia. Hanno sconfitto avversarie con talento e fisicità nettamente superiore, trovando protagonisti inattesi e giocando con un attaccamento alla maglia azzurra straordinario. Quest’anno quella scintilla non è scattata e, purtroppo, può capitare.

Le imprese non sono la normalità e, nello sport, spesso la squadra più forte vince. È quanto avvenuto a San Juan. L’Italia non fa, purtroppo, parte dell’élite del basket mondiale. Lo dicono i risultati. Non superiamo i quarti di finale di una manifestazione importante dal 2004, siamo andati alle Olimpiadi una volta negli ultimi 20 anni ed anche le squadre di club non riescono a produrre risultati di rilievo, se non saltuariamente. L’ultima Eurolega è datata 2001, l’ultima finale della massima competizione 2004 e siamo stati alle Final Four una volta nelle ultime 12 edizioni.

Questi numeri sono piuttosto impietosi e fanno capire come l’ultimo ventennio del basket italiano non abbia prodotto risultati. A questo va aggiunto il fatto che i giocatori italiani sono spesso giocatori di contorno dei nostri club, anche quelli di fascia non alta. Pensando al roster del preolimpico, escludendo Gallinari proveniente dall’NBA, solo Melli e Mannion sono stati leader delle rispettive squadre. Certificando anche un’utilità relativa della norma ‘salva italiani’ usata in LBA da molti anni. Qualche giocatore ne ha sicuramente giovato, ma non il movimento in generale.

Qualche motivo per sorridere c’è

Le cause di tutto ciò sono molteplici, ma serve guardare al futuro, cercando di dare una svolta. Non solo con exploit, ma riportando l’Italia al centro del villaggio del basket, almeno europeo. Dove merita di stare per la sua storia. Qualche motivo per sorridere c’è. I palazzetti sono sempre (o quasi) pieni così come i campetti in giro per l’Italia, segno di interesse nei confronti del movimento, così come un po’ di talento a livello giovanile. Dove alcuni risultati di prestigio sono arrivati, negli ultimi anni, anche se poi molti protagonisti sono diventati solo dei comprimari.

L’ultimo è lo straordinario risultato dell’Under 17 ai Mondiali in Turchia, chiusi nella giornata di ieri. Un argento vivissimo, in cui gli azzurrini hanno mostrato talento, fisicità e faccia tosta. Ora speriamo non finiscano a fare gli undicesimi/dodicesimi di qualche squadra di LBA, giocando solo sul +30 o -30. Perché, altro problema, da noi i giovani da sviluppare hanno 24 anni e non 17/18. Come dovrebbe essere e avviene, ad esempio, in Spagna. Dove, non solo per questo motivo, continuano ad uscire giocatori di alto livello e si vincono Europei, Mondiali e medaglie olimpiche.

Tags: ItaliaNazionalePreolimpico 2024
Fabio Cavagnera

Fabio Cavagnera

Lo sport ed il basket sono da sempre la mia passione, diventati poi il mio lavoro, da ormai il lontano 1998 (eh già, sono quasi tra gli 'anziani'). E Backdoor Podcast lo ritengo un mix tra passione e qualità.

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