Si ferma agli ottavi la corsa dell’Italia per mano della Slovenia. Un grande primo tempo di Luka Doncic indirizza la partita, ben supportato dai gregari nel terzo quarto allunga fino al +17. Spalle al muro, l’Italia guidata da Niang e Gallinari prova a ricucire lo strappo, arrivando a -1, ma mancando in più occasioni il sorpasso. Finisce 77-84.
- 42 punti e 10 assist. Bastano i numeri per individuare il sospettato numero 1 nella vittoria della Slovenia. Luka Dončić gioca un primo tempo di onnipotenza, segnando 30 punti e vanificando subito, in avvio, ogni scelta difensiva italiana. Lo staff azzurro decide di partire con la marcatura di Pajola, ma di cambiare sempre su di lui. Nulla da fare per nessuno nei primi venti minuti. Il miglior “handler” del mondo al suo meglio.
- 22-16 il parziale del terzo quarto. Ventidue punti presi, in un quarto in cui Dončić ha riposato e a punire l’Italia sono stati Omic, Prepelic e Nikolic. Una delle condizioni per vincere la partita era limitare il supporting cast. L’Italia non è riuscita a farlo con continuità e nel terzo quarto ha subito il parziale che l’ha fatta sprofondare a -17.
- Gli atavici problemi offensivi dell’Italia, anche in una serata in cui Fontecchio è ispirato. Pajola e Spagnolo troppo spuntati nel creare il tiro dal palleggio, permettono alla difesa della Slovenia di stare dentro sui pick and roll. Thompson avulso dalla sfida, non punisce mai i cambi difensivi che gli avversari offrono per proteggere Dončić. L’Italia, nel corso di tutto l’Europeo, ha patito enormi limiti palla in mano tra i suoi esterni. Difficile imbastire un attacco di squadra in questo modo.
- Niang-Gallinari-Pajola-Fontecchio-Melli: è il quintetto che nel finale dà una piccola speranza all’Italia. Il neo-acquisto della Virtus, ancora una volta, cambia la partita diventando il miglior difensore italiano su Dončić e mettendo grande pressione al ferro (una manna dal cielo per una squadra spuntata). Gallinari gioca gli ultimi minuti della sua carriera azzurra dando tutto. Inoltre, in extremis, l’Italia gioca un raddoppio su Dončić per costringerlo a scaricare e sfidare i suoi compagni, che, dopo l’ottimo terzo quarto, si fermano in attacco. L’Italia arriva a -1, ma gestisce male i possessi del sorpasso.
