La breve avventura di Jaden Ivey ai Chicago Bulls si è conclusa nel modo più turbolento possibile. La franchigia dell’Illinois ha deciso di tagliare il giovane giocatore, arrivato appena il mese scorso via trade dai Detroit Pistons, citando come motivazione “comportamenti dannosi per la squadra”.
Ivey, 24 anni, non ha preso bene la decisione e poco dopo il rilascio ufficiale ha aperto una diretta Instagram in cui ha attaccato duramente la scelta dei Bulls.
“Hanno detto che i miei comportamenti erano dannosi per la squadra. Ma io non ero nemmeno con la squadra. Non ero con loro perché stavo seguendo il mio percorso di riabilitazione per l’infortunio. Come possono i miei comportamenti aver danneggiato la squadra? Dove ho fatto danni? Ho forse detto a qualche compagno ‘amico, stai giocando malissimo’? Quello sì che sarebbe stato dannoso, perché significherebbe non fidarsi di un compagno di squadra.”
L’attacco a Stephen Curry e le dichiarazioni sulla fede
Ma la situazione è degenerata ulteriormente. Mentre era in aereo in partenza da Chicago, Ivey ha aperto un’altra diretta Instagram in cui ha preso di mira Stephen Curry, superstar dei Golden State Warriors, definendolo un falso cristiano:
“Lui non conosce Gesù. Prego affinché venga salvato nel nome di Gesù. Quando arriverà il giorno del giudizio, niente di tutto questo avrà importanza. Tutti quegli anelli che ha vinto. Tutti quegli anelli che ha vinto LeBron. Tutti quegli anelli che ha vinto Jordan. Tutti quei successi di gente nella Hall of Fame che non conosce Gesù Cristo… Cercheranno di fermarmi, ma io non mi fermerò. Continuerò a dire la verità.”
La diretta si è conclusa in modo altrettanto caotico: gli assistenti di volo hanno chiesto a Ivey di mettere il telefono in modalità aereo in vista del decollo, e il giocatore ha discusso anche con loro prima di chiudere la trasmissione.
Una stagione già compromessa
Ivey stava facendo i conti con un infortunio al ginocchio sinistro che lo aveva costretto a chiudere anticipatamente la stagione. Dopo essere stato ceduto dai Detroit Pistons prima della chiusura del mercato 2025-26, aveva disputato appena quattro partite con la maglia dei Bulls prima del taglio.




