• Chi siamo
  • Contatti
  • Partners
  • Cookie Policy
  • Quiz
venerdì, Settembre 18, 2026
No Result
View All Result
  • Login
  • Register
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
No Result
View All Result
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
No Result
View All Result
Home NBA

Ja Morant: un anacronistico Derrick Rose

Massimiliano Bogni by Massimiliano Bogni
7 Gen 2022
in NBA
0 0
0
Ja Morant: un anacronistico Derrick Rose
Share on FacebookShare on Twitter

Spulciando i vari profili social inerenti all’universo NBA, negli scorsi giorni ci si è potuti imbattere in un paragone all’apparenza blasfemo. Ja Morant, leader dei Memphis Grizzlies, attuale quarta forza della Western Conference, paragonato al Derrick Rose formato MVP. Due giocatori che, per quanto abbiano caratteristiche fisiche e tecniche simili, rappresentano due ordini di grandezza differenti nell’immaginario collettivo. Se il primo è un giovane al terzo anno che, pur avendo trascinato una squadra dal talento grezzo minore rispetto alle dirette concorrenti a Play In Tournament e Playoff, non è stato ancora selezionato per la Partita delle Stelle (errore madornale, ma questi sono gusti personali…), il rimpianto di tutti gli appassionati è non aver potuto godere delle ginocchia integre di D-Rose. Una guardia esplosivissima dai bagliori di onnipotenza atletica. Mannaggia a Tom Thibodeau…

Il 2010-2011 era il terzo anno nella Lega anche per il nativo di Englewood. Una stagione regolare letteralmente dominata. Una cavalcata trionfale, interrotta crudelmente da quegli ultimi inutili possessi in gara 1 di primo turno contro i Sixers. Il messaggio era chiaro: nessun LeBron o KD che tenga, quelle cifre e quegli highlights segnalano un dominio incontrastato. Undici anni dopo, le cifre di Ja Morant sono in tutto e per tutto raffrontabili con quelle di quel D-Rose. Che siano base o avanzate. Parametrate sui 48 minuti o sui 100 possessi. Per quanto stia facendo bene Morant, però, in pochissimi si azzarderebbero a inserirlo nella cerchia ristretta dei candidati al premio di Most Valuable Player. Come mai?

Ja Morant is so unguardable at the moment, he is looking like MVP-season Derrick Rose.

Check out 'The @BillSimmons Podcast' on YouTube here: https://t.co/oGplhttuPN pic.twitter.com/nvUveSuHJq

— The Ringer (@ringer) January 6, 2022

Ripensando al basket del decennio scorso, spesso ci si lascia andare a considerazioni di pancia. Politicamente, si definirebbero “populiste”. “Eh ma il basket è diventata un’altra cosa”. “Ormai conta solo il tiro da tre”. “Se non giochi in un big market, nella NBA ormai conti pochissimo”. È più complicato di così, ma la sottovalutazione delle prestazioni di Ja Morant è da leggere tramite questa chiave. Quello che si richiede al leader tecnico di un quintetto, in USA come in Europa, è radicalmente variato nel corso di pochissime stagioni. Se l’estrema agilità e la potenza nelle gambe erano caratteristiche distintive per descrivere l’unicità e la superiorità di Rose, ora le stesse incidono meno a livello globale.

Ja Morant non può non dichiararsi sfortunato. Non solo è nato probabilmente con 10 anni di ritardo. Non solo la sua grandissima annata sta coincidendo con il plausibile ultimo canto del cigno di due fenomeni generazionali come Kevin Durant e Stephen Curry o una prima parte di stagione statisticamente insostenibile come quella di Nikola Jokic. Morant è espressione malinconica di un freestyle che, nel basket organizzato e codificato degli ultimi anni, viene sovente represso dagli aggiustamenti tattici e dall’analisi delle statistiche. Quasi come se fossimo tutti più disillusi, convinti che la magia della bellezza sia fine a se stessa una volta a contatto con la dura realtà. Un’epoca che vive il complementare della sindrome di Stendhal: tentare di ridurre anche le espressioni più artistiche, originali e lontane dalle convenzioni entro dei canoni prestabiliti. Come se abbandonarsi alle emozioni, viverle senza la paura di passare per visionari o schizopatici derealizzati, fosse un crimine per cui ci accusiamo in primis noi stessi. Che Ja Morant possa insegnarci a rivivere i sentimenti più liberamente. Anche se non dovesse ricevere nessuna statuetta a fine anno.

Massimiliano Bogni

Massimiliano Bogni

Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

Next Post
Derozan Irving

DNPCD: il rientro di Kyrie e i top e flop della stagione

Ultimi Articoli

Curry

Curry e il rinnovo con Golden State: tre scenari sul tavolo

18 Set 2026
Mike James

Efes, Mike James svela: «Ero quasi del Barcellona»

18 Set 2026
Virtus

Niang-Virtus Bologna: il buyout da 500k non è stato pagato

18 Set 2026
Scola e l’NBA da dirigente: «Mi piacerebbe, ma ora penso a Varese»

Scola e l’NBA da dirigente: «Mi piacerebbe, ma ora penso a Varese»

18 Set 2026

Copyright

Backdoor Podcast è una testata giornalistica telematica, registrata presso il tribunale di Monza (Aut. n. 11/19 del 04/11/2019) – Direttore responsabile: Simone Mazzola (n.t. ODG 169818).

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.