HomeScouting ReportJacob Gilyard, scouting: cosa porta a Cantù?

Jacob Gilyard, scouting: cosa porta a Cantù?

Difesa

Non saremo al livello delle 2.8, 2.8, 3.2, 3.6 e 2.9 del quinquennio al college, ma le 1.8 palle rubate di media da Gilyard in BBL sono la principale qualità che anche la Cantù di Brienza dovrà sfruttare del classe ’98. Le mani del nativo di Kansas City sono rapidissime: Jacob può contestare e disturbare il palleggio a qualunque altezza. Il meglio di sé non lo dà tanto in difesa sul punto d’attacco a difesa schierata, dove manca totalmente delle tools (lunghezza, tonnellaggio, atletismo) per stare davanti sempre e comunque al palleggiatore, ma quando ha la possibilità di essere battitore libero: una sorta di free safety in miniatura, che può permettersi di staccarsi dal proprio uomo sul perimetro se questo è poco pericoloso al tiro, per mettere una mano ovunque, anche su penetrazioni avversarie per le quali sembrerebbe fregarsene a prima vista e passare lì vicino per caso.

Rispetto a un’altra guardia sottodimensionata come Briantè Weber, con cui si contenderà il premio di miglior rubapalloni della prossima Serie A, Gilyard è un difensore meno adatto a provocare lo stesso fastidio su tutti e 28 i metri del parquet. Già viste in Europa, invece, rubate “alla McConnell” direttamente da rimessa: essere così piccoli talvolta lo farà sfuggire agli occhi degli inbounder più distratti.

Jacob Gilyard “Attenzione Pickpocket!”

Così come il tiro piedi per terra, anche per quanto le palle rubate sono le componenti marginali il più grande miglioramento mostrato da Gilyard nel corso dell’annata a Chemnitz: lo scouting degli avversari e una conoscenza migliore delle dimensioni del lato debole FIBA lo rendono un insospettabile ottimo difensore in caso di inferiorità numerica lontano dalla palla (es. quando deve zonare da solo 2 uomini).

Mani rapidissime non solo sul palleggio, ma anche sul tiro: soprattutto sul perimetro, Gilyard contesta ogni jumper nei suoi paraggi, anche quelli in cui è impossibile che possa stoppare il tentativo. Poco importa: salterà sulle finte, è sempre a rischio di fallo sul tiro, ma la mano messa “in faccia” all’avversario lo farà faticare fino all’ultimo centesimo di secondo dell’azione.

Jacob Gilyard altering shots

Gilyard concederà tanti kg e tanti cm a praticamente chiunque in LBA: quasi quanto si è visto nell’ultima Eurolega con la Parigi di TJ Shorts e nella Serie A 2024/25 della Trento di Jordan Ford, la sostenibilità di Gilyard sul parquet in azioni lontano dalla palla sarà data specialmente dai meccanismi, dalla rapidità di lettura e dalla disponibilità al preswitching dei quintetti canturini. Chemnitz ha cercato in ogni modo di evitare che Jacob venisse sigillato dall’uomo più vicino al di sotto della linea del tiro libero: la zona 3-2 vista nei playoff con Heidelberg e nelle sfide con Bayern Monaco e ALBA Berlino è una strategia possibile, così come prevedere cambi a 3/4 uomini per tenere Gilyard il più lontano possibile da canestro.

Forse l’aspetto in cui Gilyard potrà davvero farci poco o nulla, considerando le skills mostrate in carriera al momento, è quando gli verrà portato un blocco, on ball e off ball: meno dannoso quando passa sotto che non quando si sforza di passare sopra, Gilyard non ha modo di recuperare mai lo svantaggio creato quando viene spostato di netto dal bloccante avversario. In situazioni di pick&roll, per non innescare la serie di cambi su una ricezione del lungo sotto canestro, Chemnitz ha deciso di ingoiare la pillola del “Gilyard a rincorrere da dietro l’handler”: contro guardie particolarmente abili a gestire il movimento snake, la difesa di Cantù dovrà più che altro sperare in un errore avversario.

Altri momenti in cui l’attacco avversario potrà non considerare Gilyard una minaccia? A rimbalzo, dove Jacob è però bravo a posizionarsi nel punto migliore per ricevere l’outlet pass di un compagno; in situazioni di tag/aiuto da seconda linea, quando l’ex Grizzlies è banalmente troppo piccolo e corto per creare un distrurbo su short roll e rim finishing.

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Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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