A inizio settembre, Jalen Duren e i Detroit Pistons non hanno ancora trovato un punto d’incontro sul rinnovo contrattuale. Secondo quanto riferito da Tim MacMahon di ESPN, il divario economico tra le parti rimane sostanziale: Detroit ha messo sul tavolo un quinquennale da circa 35 milioni di dollari annui, mentre il team del centro chiede una media superiore ai 40 milioni.
Le negoziazioni vanno avanti dalla scorsa estate, quando le due parti non erano riuscite a chiudere prima della scadenza per le estensioni da rookie. Duren ha risposto sul campo con una stagione di alto livello: 19,5 punti e 10,5 rimbalzi di media in 70 partite, a soli 22 anni, con una percentuale al tiro del 65% e 3,8 rimbalzi offensivi a partita. Ha conquistato la prima convocazione all’All-Star Game e un posto nel Terzo Quintetto All-NBA, mentre Detroit chiudeva la stagione regolare con un record di 60-22, il migliore della Eastern Conference.
Rose Rule e massimali: il nodo finanziario
La selezione nell’All-NBA Team rende Duren eleggibile per la cosiddetta Rose Rule, che gli consentirebbe di ricevere uno stipendio iniziale pari al 30% del salary cap, per un totale potenziale di circa 287 milioni su cinque anni. Tuttavia, questa cifra non è il riferimento che i Pistons stanno usando nelle trattative. Secondo MacMahon, Detroit si sta mantenendo ben al di sotto anche del massimale del 25%, quello riservato ai giocatori in uscita dal contratto da rookie che non rientrano nella Rose Rule.
Per fare un confronto, gli altri tre compagni di draft class del 2022 che hanno già firmato estensioni al massimo del 25% — Chet Holmgren, Paolo Banchero e Jalen Williams — percepiranno ciascuno 41,2 milioni di dollari nella stagione 2026-27.
Nei playoff, Duren ha invece mostrato un rendimento in calo rispetto alla stagione regolare: 10,2 punti e 8,5 rimbalzi in 14 partite, con il 51,4% dal campo, prima che i Pistons venissero eliminati da Cleveland nelle semifinali di conference per 4-3.
Il quadro finanziario di Detroit
Al di là del caso Duren, i Pistons devono gestire un quadro salariale più ampio. Il presidente delle operazioni cestistiche Trajan Langdon è impegnato anche nelle trattative per il prolungamento del contratto da rookie di Ausar Thompson. A settembre, prima di considerare l’accordo con Duren, Detroit disponeva di circa 36,5 milioni di margine al di sotto della soglia della luxury tax.
Duren avrebbe teoricamente la possibilità di accettare l’offerta di qualificazione da 9,6 milioni per il 2026-27 e diventare free agent senza restrizioni l’estate successiva, ma questa strada comporterebbe il rischio di lasciare sul tavolo oltre 170 milioni di dollari garantiti. Secondo il giornalista Jake Fischer, la firma con Detroit rimane comunque lo scenario più probabile, con un quadriennale atteso oltre i 160 milioni complessivi.
L’esito della trattativa avrà un peso doppio: stabilirà la retribuzione di Duren e, al tempo stesso, definirà quanto spazio di manovra resterà ai Pistons per costruire attorno al nucleo formato da Duren stesso, Cade Cunningham — autore di una stagione da 23,9 punti e 9,9 assist di media, quinto nella corsa all’MVP — e Thompson.
