Due stagioni, una città conquistata, un addio che non è stato scelto. Jeff Brooks lascia la Pallacanestro Trieste e lo fa con parole che pesano, cariche di gratitudine e di un pizzico di amarezza per come sono andate le cose, come riporta Il Piccolo – Trieste.
Il lungo di Louisville era arrivato a Trieste da Venezia con il bagaglio di un veterano e la voglia di dimostrare ancora qualcosa. La prima stagione aveva risposto a tutto: trascinatore in campo, punto di riferimento fuori. La seconda, invece, è stata condizionata dai problemi fisici, che ne hanno limitato il contributo sul parquet senza però intaccarne il peso nello spogliatoio:
“Il mio tempo a Trieste è giunto al termine, questi ultimi due anni sono stati semplicemente magici per me e la mia famiglia. Non è stata una mia scelta, ma quando qualcosa finisce, bisogna ricordare che quando l’uomo fa progetti, Dio ride.“
Jeff Brooks non nasconde che la decisione non è partita da lui, ma sceglie di guardare a ciò che resta: i momenti, le persone, una città che lo ha adottato senza riserve:
“Dai clacson che suonano tornando a Trieste sotto la roccia della fortuna al sentire 6.000 persone impazzire al PalaTrieste, questo rimarrà per sempre nei miei ricordi.“
Jeff Brooks, il saluto del club: «Un carisma che ha contagiato l’intera città»
Il presidente e proprietario Paul Matiasic ha voluto congedarsi da Brooks con parole nette, ricordando due canestri rimasti nella memoria collettiva — uno in Coppa Italia, uno in Ungheria — e sottolineando come la sua leadership non si sia mai spenta nemmeno nei mesi di stop forzato.
Ancora più esplicito il general manager Michael Arcieri, che ha tracciato un parallelo diretto tra il percorso del giocatore e quello della società:
“La rinascita della Pallacanestro Trieste e quella di Jeff Brooks sono legate: l’una è la conseguenza dell’altra. Ci lascia momenti indelebili, come le giocate a Torino e il tap-in in Ungheria, ma soprattutto una straordinaria leadership vitale nello spogliatoio.“
Jeff Brooks, dal canto suo, ha chiuso il suo messaggio di addio rivolgendosi a compagni, staff, alla Curva Nord e all’intera città, ringraziando chi lo ha fatto sentire a casa per due anni. L’ultima frase suona come una promessa aperta:
“Sarete sempre nel mio cuore e in quello della mia famiglia. Fino al nostro prossimo incontro, grazie Trieste, con affetto.“
