Jontay Porter, bandito a vita dalla NBA dopo un’inchiesta legata alle scommesse illegali, ha parlato per la prima volta pubblicamente della sua dipendenza dal gioco d’azzardo e del percorso di recupero che sta affrontando. Intervistato nel programma Hey Henry TV, l’ex giocatore 26enne ha descritto il momento in cui è stato smascherato come una svolta decisiva nella sua esistenza.
“Gli ultimi due anni sono stati durissimi. Tutta la vicenda è diventata di dominio pubblico, eppure credo sia stata la cosa migliore che potesse succedermi. Il giorno in cui mi hanno scoperto, ho smesso completamente di scommettere.”
Ricostruire i rapporti distrutti dalla dipendenza
Porter ha spiegato che la dipendenza dal gioco d’azzardo non ha danneggiato soltanto la sua carriera, ma anche le relazioni personali. Da quando è stato allontanato dalla lega, il suo impegno principale è stato quello di recuperare i legami con le persone che ha ferito durante quel periodo.
“Da quel momento ho cominciato a riallacciare i rapporti con chi avevo fatto soffrire per colpa della mia dipendenza. È stato un cammino faticoso, ma anche un vero e proprio processo di guarigione.”
L’indagine, avviata nel 2024, aveva fatto emergere un quadro pesante: Porter aveva passato informazioni riservate a scommettitori e aveva simulato infortuni per uscire anzitempo dalle partite, favorendo così determinate puntate. A seguito delle indagini condotte dall’FBI, l’ex giocatore si era dichiarato colpevole di cospirazione per frode informatica, ricevendo la squalifica a vita dalla NBA.
Una lezione per tutto il mondo dello sport professionistico
Nonostante le conseguenze che ancora pesano sulla sua quotidianità, Porter sostiene di trovarsi oggi in una condizione migliore rispetto a quella in cui sarebbe stato se non fosse mai stato scoperto.
“A distanza di due anni ne pago ancora il prezzo, eppure sto molto meglio di prima. Anzi, meglio di come starei se non mi avessero beccato. Per quanto sia stata dura, si è rivelata una benedizione nascosta.”
L’ex giocatore dei Toronto Raptors ha infine sottolineato come la sua vicenda possa rappresentare un monito importante per tutti gli atleti professionisti alle prese con il rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo.
