DIFESA
Il lato difensivo di Bibbins è quello più curioso da leggere. Perchè, banalmente, un fisico simile lo rende un bersaglio naturale per qualsiasi attacco, che in un giocatore di 1.73 vede un qualcuno che possa consentire tiri poco contestati o che possa esporsi alle difficoltà difensive che propone un pick&roll.
Ovviamente la difesa soffre nel momento in cui un lungo blocca un giocatore che non ha la stazza fisica della maggior parte dei suoi pari ruolo, con le difficoltà ovvie nel riuscire a superarlo e il lungo in difesa esposto al due contro uno conseguente.
Con il cambio difensivo che, allo stesso modo, con Bibbins coinvolto non è praticabile per la quasi impossibile gestione poi del mismatch vicino canestro.

Nonostante questo, però, Bibbins è un difensore tutt’altro che passivo e la maggior parte delle sue debolezze sono soprattutto figlie della sua struttura fisica, più che di mancanza di coinvolgimento o letture.
Sui blocchi cerca di mettere tutta l’energia che può per passare oltre e nei momenti in cui resta attardato ha le letture per collaborare con il resto della squadra.

Non solo sulla palla sa essere efficace, ma anche lontano da essa. Lato debole resta attivo cercando di lavorare sulle linee di passaggio e, soprattutto, non ha paura di mettere il corpo in aiuto se c’è bisogno di prendere uno sfondamento.

E’ chiaro che resti un giocatore da proteggere in un qualche modo. Mettendogli attorno compagni di squadra che possano garantire impatto fisico e versatilità, così da permettergli, come già accaduto in queste stagioni francesi, di non dover sempre spendersi sulla palla. Ma il materiale, in termini di voglia e applicazione, non manca assolutamente.
Va detto che il quadriennio francese, anche in termini di numeri, ha mostrato come la sua presenza difensiva non sia stata penalizzante per la squadra.

Come vediamo dalla tabella relativa ai suoi dati On/Off delle ultime quattro annate, concentrandosi sul dato difensivo, notiamo come i due campionati con Nanterre abbiano invertito la tendenza che vedeva l’efficienza difensiva di squadra migliorare con lui panchina.
Questo, sommato al suo ben più netto impatto offensivo, può sicuramente far ben sperare la Dinamo.





