A pochi minuti dalla vittoria nella seconda semifinale nella BCL Final 4 di Belgrado contro Murcia, in zona mista abbiamo intercettato parole ed emozioni di Malaga. Ecco le dichiarazioni rilasciateci in esclusiva da Tyler Kalinoski e Kendrick Perry, alla seconda BCL Final 4 consecutiva dopo la dolorosissima sconfitta con Bonn nell’edizione ospitata a Malaga nel 2023.
TYLER KALINOSKI
Sei stato di parola! Stamattina ci dicevi che Malaga non è una squadra da go-to-guy designato e stasera, una delle prime volte, è toccato a te.
Mi sento alla grande! Ero già arrivato due volte a questo punto e avevo sempre perso, non mi importano punti o +/- (+13, migliore della semifinale, ndr) ma solo l’atteggiamento della squadra che, anche nei momenti più difficili, oggi non è mai mancato.
Cosa ti ha detto coach Navarro prima di inserirti? “Entra e segna qualche tripla, per piacere?” o qualcosa di più?
Alla fine Murcia si è anche schierata a zona, ha cercato di spezzarci il ritmo offensivo, ma ogni volta che vede la zona un tiratore come me si eccita ancor di più. Pensi che riuscirai a trovare sempre buoni tiri, e io l’ho avuto nell’angolo. Per fortuna è entrato.
Tu e Nihad Djedovic avete contribuito in primis ad aprire il campo nel secondo tempo, dopo 20′ in cui avete tirato 0/9 dall’arco. Quanto è dimostrazione della fiducia che avete come squadra?
Abbiamo le qualità per tenere uno stile di gioco aggressivo, e al rientro in campo lo abbiamo dimostrato. Abbiamo parlato negli spogliatoi e abbiamo cambiato mindset nel terzo quarto, tutti insieme.
In vista di domenica, sarà il rematch della finale di Copa del Rey. Conoscete anche voi il rapporto speciale che lega Tenerife a questa coppa…
Sarà una bellissima partita, tra due grandi squadre. Tenerife vorrà la rivincita dalla Copa di quest’anno, così come noi ne avevamo per la coppa della stagione precedente. Sarà bello vedere chi vincerà stavolta, non vedo l’ora!
KENDRICK PERRY
C’è stato uno specifico momento, una specifica giocata che ha cambiato il vostro approccio alla partita contro Murcia?
Tutto aiuta a creare fiducia, anche le piccole cose. Il canestro di Tyler (Kalinoski, ndr) prima dell’intervallo, qualche stop difensivo di Djedovic, Dylan e qualche canestro complicato a giochi rotti: tutti hanno contribuito alla rimonta. Non è una singola giocata, ma è il DNA che abbiamo da inizio stagione: 12 giocatori che di partita in partita sono sempre disponibili e rispettosi l’uno dei sacrifici dell’altro, in grado di sostenersi a vicenda a prescindere dalle difficoltà della gara.
Quanto hai notato che Murcia si è schierata a zona negli ultimi 3′, qual è stata la tua istintiva reazione?
Ho avuto la fortuna di rimanere calmo. Per loro penso fosse un momento cruciale della gara, ma se ci fossimo fatti prendere dal panico avremmo fatto il loro gioco. Abbiamo allungato i possessi per trovare la tripla più aperta e ne abbiamo realizzati abbastanza per chiudere la partita
