HomeNBAKawhi sulla regola delle 65 partite: "Positiva ma non invoglia a giocare"

Kawhi sulla regola delle 65 partite: “Positiva ma non invoglia a giocare”

Kawhi Leonard ha detto la sua sulla regola delle 65 partite, il tema che continua ad animare il dibattito interno alla NBA. La posizione della stella dei Los Angeles Clippers è netta: la norma ha buone intenzioni, ma non cambierà nulla per chi è davvero infortunato.

“È positiva per la lega, cerca di impedire alle persone di stare sedute senza motivo. Ma come ho già detto, non credo che questa regola spingerà qualcuno a giocare se è davvero infortunato. Non ha senso scendere in campo se hai un dolore persistente che stai cercando di tenere sotto controllo. È così che funziona. I più sani giocano. È semplicemente come va.”

Una prospettiva che arriva da chi quella regola la conosce bene anche in prima persona: Leonard ha raggiunto la soglia delle 65 partite solo quattro volte nei suoi 14 anni di carriera.

L’NBPA contro la regola, Silver la difende

La National Basketball Players Association ha chiesto apertamente che la norma venga modificata o eliminata. Nel mirino del sindacato c’è il caso di Cade Cunningham, che rischia di non essere eleggibile per i premi di fine stagione nonostante una stagione da protagonista assoluto.

“La potenziale ineleggibilità di Cade Cunningham per i premi di fine stagione, dopo una stagione che ha definito la sua carriera, è una chiara condanna della regola delle 65 partite e l’ennesimo esempio del perché debba essere abolita o riformata per prevedere un’eccezione per gli infortuni significativi. Dalla sua implementazione, troppi giocatori meritevoli sono stati ingiustamente esclusi dai riconoscimenti di fine anno da questa quota arbitraria e rigida.”

Il commissioner Adam Silver, invece, ha difeso la norma durante la riunione del Board of Governors.

“Non sono pronto a dire che non funziona. Funziona. Non sono pronto a dire che, perché c’è un senso di ingiustizia per un singolo giocatore, la regola non funzioni.”

La regola, introdotta nella stagione 2023-24, stabilisce che i giocatori debbano disputare almeno 65 partite per essere eleggibili ai principali premi individuali, tra cui MVP, All-NBA e Difensore dell’Anno. Il dibattito su come bilanciare disponibilità e tutela della salute dei giocatori è tutt’altro che chiuso.

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