Nel mondo del giornalismo d’assalto, l’accuratezza è tutto, ma la strada per la perfezione è lastricata di inciampi. Shams Charania, oggi considerato quasi infallibile, ha raccontato al podcast The Old Man and The Three il suo primo vero “trauma” professionale: un errore di valutazione ai tempi del college che ha rischiato di minare la sua credibilità nascente.
Protagonista della vicenda un allora giovane Christian Wood e una decisione che è cambiata nel giro di poche ore, lasciando il reporter con un pugno di mosche in mano:
“Il più grande errore per me è stato quando ero più giovane ed ero al college: riferii che Christian Wood, all’epoca a UNLV, avesse intenzione di restare a scuola. Mi fidavo ovviamente della fonte da cui l’avevo sentito, poi forse tre giorni dopo si dichiarò per il draft e se ne andò. Come giovane reporter, quella è stata la mia prima esperienza che mi ha aperto gli occhi su quali fonti puoi fidarti e quali no, su come filtrare tutto e scegliere la via della prudenza. È stata probabilmente la prima volta che ho capito davvero come funziona.”
Dietro ogni “Shams Bomb” c’è esperienza e fallimento
Questa ammissione di vulnerabilità ci ricorda che ogni scoop di Shams Charania nasce da intuizione affinata dal tempo e dagli errori. Charania non è nato con il sesto senso per la verità; lo ha costruito filtrando bugie e agende nascoste, trasformando quel passo falso in una rigida etica del lavoro, che oggi lo protegge da manipolazioni e falsità dei piani alti della NBA.
