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Kerr e le 10 partite in meno in regular season: “Migliora gioco e salute”

Steve Kerr torna a battere sul tasto che gli sta più a cuore: ridurre il numero di partite nella stagione regolare NBA. Il coach dei Golden State Warriors ha ribadito la sua posizione, sostenendo che giocare dieci partite in meno migliorerebbe la qualità complessiva del gioco e la salute dei giocatori.

Non è la prima volta che Kerr solleva la questione. L’allenatore californiano è da tempo tra le voci più critiche riguardo al calendario NBA, ritenendo che l’attuale formato da 82 partite sia eccessivo e penalizzi sia gli atleti che lo spettacolo sul parquet.

La proposta di scendere a 72 partite non è nuova nel dibattito interno alla lega, ma fatica a trovare terreno fertile, soprattutto per le implicazioni economiche legate ai contratti televisivi e ai ricavi delle franchigie. Kerr, tuttavia, continua a portare avanti la sua battaglia, convinto che il beneficio sportivo supererebbe le perdite economiche.
Un tema che divide, e che difficilmente troverà una soluzione rapida, ma che con voci autorevoli come quella di Kerr continua a restare al centro del dibattito NBA.

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