Alle porte di una nuova stagione NBA, c’è molta attesa per capire se la nuova versione degli Houston Rockets avrà più successo di quanto accaduto in passato. La franchigia texana ha rinnovato il proprio roster, puntando molto su uno degli acquisti più importanti di questa sessione estiva di mercato, ovvero Kevin Durant. Dopo aver lasciato Phoenix, Durant è in cerca di riscatto e vuole condurre al successo la squadra di Ime Udoka. Bisognerà trovare sicuramente gli incastri giusti, ma il talento dell’ala originaria di Washington non è in discussione e Houston punta molto su di lui.
La conferma di quanto la dirigenza dei Rockets sia convinta del proprio progetto è il recente rinnovo biennale firmato da Kevin Durant. Il contratto dell’ex Suns, preso in carico da Houston tramite una trade gigantesca, sarebbe scaduto al termine di questa stagione. Tutti si aspettavano quindi una sua estensione, che è effettivamente arrivata, ma non nelle modalità che si potevano prevedere. Durant era eleggibile per il massimo salariale, ma ha firmato un contratto da 90 milioni di dollari in due anni, all’incirca 30 in meno del tetto massimo.
In conferenza stampa, poco prima della partenza per Oklahoma City in vista della sfida ai Thunder in apertura di stagione, Durant ha commentato così questa sua scelta.
“Parlando con Rafael Stone e Ime Udoka di come volevano costruire la squadra e di come mi vedevo all’interno di questa organizzazione, ho pensato che fosse il contratto perfetto. Sono felice che siamo riusciti a sistemare questa questione, così non dovrò preoccuparmi del rumore esterno durante la stagione se non avessi avuto un contratto firmato. Posso concentrarmi solo sul basket e sulla stagione.”
Durant ha parlato di quanto la cultura organizzativa dei Rockets sia stato un fattore importante all’interno della sua decisione.
“Entrare qui ogni giorno e vedere l’attenzione ai dettagli da parte di tutti, non solo della dirigenza di Rafael, Ime e Tilman, ma di chiunque lavori qui… Capisci il livello di cura necessario per diventare una squadra e una franchigia di successo. Sono felice di farne parte.”
La firma di un contratto che non sia al massimo salariale offre ai Rockets maggiore flessibilità finanziaria per le future operazioni di mercato. In questo modo Houston potrà costruire attorno a Durant un contesto molto competitivo, che già vede la presenza di giocatori del calibro di Alperen Sengun e Amen Thompson. La posta in palio è alta, ma lui e la franchigia sembrano pronti a giocarsi tutte le carte a propria disposizione.
