Napoli ha archiviato, non senza qualche scoria, la stagione che ha portato in bacheca la storica Coppa Italia vinta a Torino e riparte con il mantra di rilanciare giocatori di talento ma reduci da annate sottotono. Nelle mani di coach Igor Milicic, infatti, il Responsabile dell’Area Tecnica Pedro Llompart ha messo un roster pieno di giocatori in cerca della loro revenge season. A ciò si aggiunga una rotazione più ampia e una maggior dose di fisicità e atletismo che non guastano.
A questo gruppo, però, andava aggiunta una stella che avesse la leadership giusta per guidarlo e condividesse con i nuovi (confermati i soli De Nicolao e Mabor) compagni la stessa fame di riscatto. Il nome scelto è stato quello di Kevin Pangos, di cui andremo a valutare il potenziale apporto facendoci aiutare, come sempre, da Synergy Sports.
Classe 1993, nativo di Denison (Canada) ma con origini e passaporto sloveni, l’ex Olimpia Milano giunge alle falde del Vesuvio dopo due stagioni da dimenticare, la prima per problemi fisici, la seconda da separato in casa in biancorosso e conclusa senza acuti in quel di Valencia. Prodotto di Gonzaga, ha concluso i 4 anni di college per poi assaggiare per la prima volta il basket europeo con Gran Canaria dove si è fatto notare tanto in campionato come in Eurocup, dov’è stato incluso nel secondo miglior quintetto della competizione.
Nel suo secondo anno overseas, Pangos si è confermato ad alti livelli anche in Eurolega con la casacca dello Zalgiris Kaunas; in biancoverde disputerà due stagioni, la seconda culminata con le Final Four in cui i lituani si piazzeranno terzi, miglior risultato del club da quando esiste la denominazione attuale, secondo solo alla Coppa dei Campioni vinta nel 1999. L’incoronazione a miglior regista d’Europa dovrà aspettare appena un paio d’anni. Dopo la parentesi al Barcellona, infatti, guida lo Zenit San Pietroburgo, rookie della competizione, ai playoff di Eurolega collezionando medie di 10,7 punti, ma soprattutto 6,4 assist ad allacciata di scarpe.
Tali prestazioni gli valgono l’inclusione nel miglior starting five della stagione europea e una chiamata NBA dai Cleveland Cavaliers con cui firma dividendosi tra prima squadra e G-League.
Il resto è storia recente, tra problemi fisici che ne hanno compromesso il primo anno in Olimpia Milano ed una seconda stagione che non avrebbe nemmeno dovuto cominciare in biancorosso, se non fosse stato per la mancanza di alternative sul mercato. Napoli, per lui, rappresenta l’occasione giusta per rilanciare una carriera che lo vede ancora nel pieno della maturità tecnica ed il posto adatto per ritornare ad essere quel leader capace di guidare la propria squadra a traguardi fino a quel momento non pronosticabili.





