HomeEuroLeaguePrepelič: "Sto bene a Dubai, Valencia uno dei periodi migliori"

Prepelič: “Sto bene a Dubai, Valencia uno dei periodi migliori”

Klemen Prepelič è uno di quei tiratori puri che scarseggiano nell’EuroLega moderna, e proprio per questo il suo nome è finito più volte nei radar delle grandi squadre europee. In una lunga intervista rilasciata a Mozzart Sport, il capitano di Dubai ha raccontato la sua carriera, il rapporto con i club di Belgrado e molto altro, alla vigilia della sfida di ABA Liga contro la Stella Rossa.

Lo sloveno ha confermato di aver ricevuto nel corso della sua carriera offerte concrete sia dalla Stella Rossa che di aver avuto contatti con il Partizan:

“Dalla Stella Rossa ho avuto un’offerta quando c’era Saša Obradović la prima volta, quando c’erano Jordan Loyd, Aleksa Uskoković e quella squadra. Con il Partizan non si è mai arrivati a un’offerta ufficiale, ma abbiamo parlato quando stavo andando al Galatasaray. Ho parlato con Željko, ma non si è arrivati a una proposta concreta”.

Prepelič ha spiegato perché alla fine scelse Valencia: in quel momento la Stella Rossa non era finanziariamente forte come oggi, e lui usciva dalla stagione del Covid come miglior marcatore della Liga ACB. Valencia gli offrì un triennale con tutte le garanzie economiche, anche in caso di una nuova pandemia. Ebbe anche un’offerta dal Fenerbahçe quando c’era Kokoškov, ma aveva già dato la sua parola a Valencia.

“Sono un uomo che quando dice qualcosa la mantiene. Ho trascorso un periodo molto bello a Valencia, lì è nato il mio secondo figlio. Resta il rammarico di non aver potuto giocare per Kokoškov in un club”.

Il progetto Dubai e la scelta di credere in qualcosa di nuovo

L’esperto guardia slovena è nel club fin dalla fondazione. Ha raccontato di aver avuto un contratto in essere con il Galatasaray quando Jakup Sekizkok decise di cambiare tutti gli stranieri. La chiamata di Jurica Golemac arrivò il 20 giugno, e la decisione non fu semplice: non c’era nessuno a cui chiedere informazioni, il club non esisteva ancora.

“Quando andai a Valencia chiamai Bojan Dubljević, che mi spiegò tutto: dove vivere, che macchina avrei avuto, come funzionava per la famiglia. Ma quando andai a Dubai non avevo nessuno a cui chiedere, il club non esisteva. Non sapevi dove avresti vissuto, dove ti saresti allenato, e potevi trovarti a fare un’ora di macchina per raggiungere il palazzetto”.

Tra le alternative c’era anche il CSKA, con Pistiolis che era stato suo assistente al Banvit dodici anni prima. Alla fine prevalse la fiducia nel progetto e nelle parole di Golemac e del dirigente Dejan Kamenjaševič. A 32 anni, un contratto 2+1 non era cosa da poco.

Prepelič ha condiviso anche un aneddoto significativo: 24 ore prima della prima partita in assoluto del Dubai contro la Stella Rossa, la squadra non aveva ancora i canestri e non sapeva nemmeno se si sarebbe giocato. Nonostante tutto, definisce il Dubai come il più grande progetto degli ultimi 25 anni nel basket europeo, un club che in 12 mesi è arrivato in EuroLega.

L’oro europeo del 2017 e il fenomeno Dončić

Inevitabile parlare del momento più alto della sua carriera: la finale dell’EuroBasket 2017, quando la Slovenia conquistò l’oro. Prepelič ha ricordato la filosofia di Igor Kokoškov — “ogni prossima partita è la più importante della tua vita” — e il percorso di quella squadra che aveva perso sette quarti di finale su otto prima di quell’estate.

E poi c’è Luka Dončić, visto per la prima volta proprio in quel ritiro del 2017:

“Ragazzino, arriva il 20 luglio dall’isola di Krk, non toccava un pallone da 20 giorni. Faceva letteralmente il girotondo con noi, segnava 100 punti nell’uno contro uno, nessuno riusciva a batterlo. Quella facilità con cui giocava già a 18 anni superava ogni misura di realtà. È stato sicuramente una parte fondamentale di quel mosaico quando abbiamo vinto l’Europeo. Un ragazzo di 18 anni che arriva e ti instilla la mentalità che puoi battere chiunque. Era quello che ci mancava fino a quel momento”.

Oggi, otto anni dopo, Prepelič ammette di non seguire l’NBA, ma ogni mattina le notizie parlano da sole: “Luka 60 punti, Luka 45, Luka 50… Io in un mese intero non riesco a segnarne 30, figuriamoci 60”. Senza Dončić, dice, la Slovenia non avrebbe alcuna possibilità di medaglia nelle grandi competizioni.

Sulla partita contro la Stella Rossa, Prepelič ha sottolineato che per il Dubai si tratta di un match molto più importante che per i padroni di casa, con la possibilità di fare un grande passo verso il primo posto in classifica. Dopo la vittoria di due settimane fa — quando però mancavano Kalinić e Bolomboj — si aspetta una Stella Rossa diversa. E non nasconde l’emozione: “Dopo tanto tempo giocherò davanti a un Pionir probabilmente pieno, e non vedo l’ora”.

A 33 anni, con una carriera iniziata a 16, Prepelič considera il Dubai probabilmente la sua ultima tappa. Una carriera lunga, vissuta ovunque, che potrebbe chiudersi nel progetto più ambizioso del basket europeo recente.

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