HomeEuropaKusturica più forte del Real Madrid, al Barcellona la Next Gen EuroLeague

Kusturica più forte del Real Madrid, al Barcellona la Next Gen EuroLeague

Sembrava dovesse spuntarla ancora, per la 5° volta negli ultimi 7 anni, il Real Madrid: spinto dal ritorno a pieno regime di Nikola Kusturica, è invece il Barcellona a conquistare la Next Gen EuroLeague 2026. Dopo aver perso la finale del campionato spagnolo Under18 e l’atto conclusivo della Liga U, il 77-85 finale del Telekom Center di Atene è la rivincita blaugrana anche della finale del torneo continentale del 2021 (81-78 madrileno all’overtime, con Matteo Spagnolo tra i protagonisti).

Decisive la doppia doppia di Kusturica – 20 punti e 10 rimbalzi per l’esterno serbo, reduce da appena 5′ giocati nel torneo a causa di una distorsione alla caviglia non ancora smaltita – e la doppia dimensione di Boumtje Boumtje (17 punti e 6 rimbalzi con 3/5 da 3 per il futuro compagno di Dame Sarr a Duke). In seguito, invitando a recuperare i commenti espressi sulla fase precedente del torneo negli episodi di Backdoor On Court e il racconto di Paolo Spelorzi del torneo di Bologna con cui il Barcellona si è qualificato a questa fase finale, una serie di appunti presi nel corso della sfida.

PRIMO QUARTO

  • 5′ soltanto negli ultimi 2 mesi, ma Nikola Kusturica sembra in discrete condizioni al tiro per poter sopperire alla mancanza di creazione dal perimetro del Barcellona (22.3 palle perse ogni 40′ nelle 3 vittorie del girone!). E la sua visione di gioco nasconde le lacune fisiche della altre guardie
  • Real Madrid si muove dalla casella 0 alla voce “punti segnati” dopo 2’20”: un disastro, per chi e aveva realizzati 110.7 di media nel torneo… Prima tripla segnata (Grinvalds) dopo quasi 4′: altri disastri, se ti chiami Real Madrid…
  • Prima modifica tattica di serata dei Blancos: difesa 3-2 per intasare le linee di passaggio verso Dabone e Boumtje Boumtje e costringerli a ricevere lontano dal pitturato.
  • Boumtje Boumtje, nella prossima stagione a Duke con Dame Sarr, con palla persa durante un’entrata approssimativa e fallo antisportivo da “ultimo uomo”: i passaggi a vuoto tipici della pallacanestro giocata da minorenni.
  • Inquadrati sugli spalti del Telekom Center, fischi dei tifosi dell’Olympiacos già a palazzo per il figlio di Ataman e Ibrahim Kutluay (giocatore ex Pana, padre dell’Omer guardia del Real Madrid U18): rivalità eterna.
  • Barcellona avanti di 2 (20-22) al primo mini intervallo: la pericolosità oltre l’arco palla in mano di Kusturica sta allargando il campo in una maniera difficile da controllare anche per l’ordinata difesa del Real Madrid.

SECONDO QUARTO

  • Consigliamo di recuperare il poster del 24 pari di Ousmane Diarra oltre le braccia protese di Seyom Keita (altro blaugrana promesso alla NCAA, alla North Carolina di Mike Malone, dopo aver già esordito nell’Eurolega dei grandi nel 2026): potenza e atletismo allo stato puro.
  • Per lo sviluppo ad altissimi livelli, la difesa sulla palla di Kusturica sarà un’area su cui investire tempo ed energie: il baricentro alto e la velocità non elevata di piedi lo rendono un bersaglio già oggi per tutti i giocatori dall’1 al 3. Meglio, anche se non perfetto, il lavoro sui blocchi: la parte alta del corpo assorbe bene i contatti e la comunicazione coi compagni è puntuale.
  • Tanto l’handling di Boumtje Boumtje è macchinoso nel creare separazione sul perimetro (e ci mancherebbe, il figlio di Ruben si aggira attorno ai 215 cm di altezza a 17 anni…), tanto i suoi tempi di scarico nel pitturato per i movimenti dei compagni sulla linea di fondo o nel dunker spot sono precisi.
  • I riferimenti al tiro del Real, “sballati” dalla prima arena da 18500 posti in cui giocano nella vita come squadra (4/12 da 3, per questo gruppo, è una miseria), sono compensati dalla consueta intensità difensiva. Per tornare avanti (34-31 al 16′), altro accorgimento difensivo ordinato dalla panchina: zona 2-3 per aiutare da più posizioni possibile le ricezioni di Dabone a centro area e generare palle perse vive.
  • Real Madrid che ritorna alla zona 3-2, Barcellona che replica andando forte a rimbalzo offensivo da lato debole con gli esterni (4-9 il conto dei rimbalzi d’attacco dopo 20′, 6 raccolti dal trio di guardie Siftar-Ferreras-Kusturica): il 38-39 blaugrana all’intervallo lungo rispecchia l’equilibrio della sfida. 11 punti, 7 rimbalzi, 2 assist, 2 falli subiti: se la speranza del Barça era contare su un Kusturica in buone condizioni fisiche, il primo tempo del 2009 serbo promette bene.

TERZO QUARTO

  • I recuperi di Dabone su Amosov e Bjelic, la stampata (fischiata, erroneamente) di Diarra sullo stesso Dabone: anche in quanto a stoppate, il livello della sfida è altissimo.
  • 12 cambi di guida nel punteggio nei primi 30′ di partita, i tifosi dell’Olympiacos che aumentano sempre più di numero nell’arena e iniziano a tifare senza alcun interesse di quale squadra stia facendo bene o male in campo: absolute chaos.
  • 14/21 nei primi 3 quarti ai tiri liberi in una partita così tirata (62-60 Real al 30′): può essere questa la chiave decisiva per l’eventuale sconfitta, in quello che il 7° confronto stagionale tra i due gruppi (che giocano con minime variazioni di roster sia il torneo U18 che la Liga U):?

QUARTO QUARTO

  • 5° fallo di Frolov sul primo possesso del quarto senza che il centro russo si ricordasse che gliene mancasse solo uno prima di uscire definitivamente, 4° di Diarra complice un’altra stoppata “dubbia” fischiatagli su Boumtje Boumtje: l’abbrivio costruito dal Barcellona oltre l’arco potrebbe spostarsi a breve nei pressi del ferro.
  • 2-3 nei primi 4′ del quarto, tensione assordante in un Telekom Center ora silenzioso e disinteressato, poi una transizione 5vs1 in cui Amosov non la passa a nessun altro madrileno posizionato meglio di lui ma viene ricompensato con la “stupida” spinta da dietro di Dabone per l’and-1: di nuovo, i passaggi a vuoto tipici della pallacanestro giocata da minorenni.
  • Nikola Kusturica, almeno contro questi corpi e a queste velocità, può segnare in ogni modo. Al tiro come in penetrazione controllata, da rimbalzo offensivo come su tagli backdoor, sugli scarichi come in isolamento: attaccante totale, per lui il Real Madrid ha estratto dal cilindro una difesa Box And 1 con Bjelic a toglierlo dall’azione ben prima della ricezione.
  • Le spaziature che Boumtje Boumtje garantirà in NBA – destinato, per sensibilità al tiro sugli scarichi (3/5 da 3 per portare il Barcellona sul +6, 69-75, massimo vantaggio della finale), a entrare nella lega un giorno o l’altro – gli frutteranno svariati milioni di dollari.
  • Respiri trattenuti sull’atterraggio di Kusturica sul tentativo di schiacciata a 2′ dal termine: il serbo si stringe prima il ginocchio destro e poi il gomito sinistro tra le mani, poi fa 2/2 in lunetta. Stimmate da campione.
  • I problemi mostrati dal Barcellona nel corso del girone ma leniti in finale da Kusturica stanno condannando il Real Madrid: senza una circolazione “tranquilla” del pallone, come capita in una finale per la banale pressione della posta in palio, Alonso non ha la taglia e l’esplosività di gestire i possessi palla in mano e la gran parte dei tiratori madrileni (Keyser, Grinvalds, Fantic, Bjelic) preferiscono essere innescati dai compagni – 2/13 da 3 nel quarto conclusivo!
  • Non sono i tiri liberi la discriminante, bensì i rimbalzi: 13 le carambole raccolte in più dai blaugrana (48 a 35), troppo più lucidi nei contatti nei pressi del ferro.
Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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