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La Fortitudo cade a Roseto, le pagelle

Male la prima per la Flats Service Fortitudo Bologna, che cede al PalaMaggetti di Roseto per 86-82 una partita approcciata male e mai messa davvero sui propri binari. Contro una Liofilchem arrembante, sospinta dall’entusiasmo del ritorno in A2 e da un pubblico straordinario, la squadra di Caja commette il peccato mortale di partire molle in difesa: 27 punti concessi nel primo quarto, spendendo un solo fallo nei primi dieci minuti. Cambierà faccia solo relativamente col passare dei minuti, continuando a concedere troppo spazio a una Roseto ispiratissima sul perimetro (chiuderà con 15/33 dall’arco) e, pur rientrando da un -15 toccato più volte fino al -3 di fine terzo quarto, non riesce mai a girare la partita. Anche perchè se la difesa piange l’attacco non ride, nonostante gli 82 punti messi a referto: la circolazione è spesso poco fluida, il 12/33 da 2 suffraga l’ipotesi della mancanza di tonnellaggio vicino a canestro, e a tenere in piedi la baracca contribuisce in maniera importante il 22/26 dalla lunetta. Non basta, contro una Roseto più tonica sotto tutti i punti di vista. Di seguito le pagelle.

ROSETO

Robinson 7.5: Tutto parte da lui, a prescindere da quello che recita il boxscore. Buca regolarmente la difesa F, crea spazio per tiratori in giornata che non aspettano altro. Con 8 rimbalzi, 11 assist e 8 falli subiti attenta a una fantascientifica quadrupla doppia.

Cinciarini 7.5: 42 anni e si presenta al campionato con un primo quarto di delirio puro e doppia cifra sul tabellone, poi torna nel finale per chiuderla. Chapeau.

Donadoni 6.5: Promosso in quintetto per le missioni speciali in difesa, un po’ sfidato al tiro ma segna i due pesantissimi liberi della staffa. Sarà molto utile anche in questa categoria.

Petrovic 6: Poco appariscente, ma lotta nelle pieghe della partita. E segna una bomba importante.

Cannon 7: Non fa scintille ma è solido, presente, concreto. L’intesa con Robinson pare già affinata, e da quella passano tanti dei destini di Roseto.

Sperduto 7.5: Tira tutto, ma davvero tutto, quello che gli passa per le mani. Molto spesso però ha ragione lui, nonostante la difesa F continui a lasciarli inspiegabilmente chilometri. Microonde.

Timperi 6: Tanta energia e un paio di canestri.

Landi 6.5: Dietro così così, ma si presenta con due bombe importanti ed è in serata minacciosa nella metà-campo offensiva.

Sabatino sv: Un paio di scampoli, è ancora presto per buttarlo nella mischia.

Tsetserukou sv: Conta di guadagnarsi minuti nelle gerarchie di coach Finelli.

Coach Alex Finelli 7.5: Meglio di così la stagione non poteva iniziare. I suoi azzannano la partita e hanno il grande merito di restarci dentro per tutti i quaranta minuti, anche quando fisiologicamente la F si riavvicina e un po’ di nervosismo affiora nel terzo quarto. Ottime risposte da tutto l’organico, che sembra già avere una propria fisionomia.

 

FORTITUDO BOLOGNA

Fantinelli 5.5: Dopo un primo quarto horror prova a mettere le mani su una squadra con cui al momento è lontano dall’avere il feeling degli scorsi anni. Troppo poco, anche se nella lenta e farraginosa rimonta ha un ruolo importante.

Moore 6: Prova a prendere a cornate la difesa avversaria, soprattutto quando latitano altre soluzioni. Alla fine è il più pericoloso in attacco, nonostante l’1/6 dall’arco.

Sarto 5.5: Timido in attacco, pallido in difesa.

Sorokas 4.5: Stecca fragorosamente l’esordio, restando addirittura senza canestri dal campo e senza riuscire a trovare spazi in attacco. Non sarà sempre questo, ma il forfait di Benvenuti lo penalizza.

Moretti 5.5: Assolto dalle cifre e dalla voglia che mette, ma in attacco resta titubante e soprattutto non può reggere da solo il peso del reparto.

Della Rosa 5: Lo sfidano dall’arco, e alla fine della fiera fanno bene: 1/5 prima della tripla a babbo quasi morto nel finale. Incide poco anche in tutto il resto.

Imbrò 5.5: La buona notizia, dopo l’annataccia di Pesaro, è che il feeling col canestro c’è ancora. Quella cattiva è che in difesa di feeling ce n’è stato pochino.

Mazzola 6.5: Si vede poco vicino al ferro, dove sarebbe servita una mano. Ma la mano dall’arco, invece, quella si sente (5/7).

Coach Attilio Caja 5: Segnali preoccupanti, soprattutto nella metà-campo difensiva che dovrebbe essere una garanzia. E in generale il body language dei suoi è un po’ triste, soprattutto al cospetto dell’estasi rosetana. Il campionato è lungo, ma la campanella d’allarme suona già forte e chiara.

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