Si parla, giustamente, molto della rissa che ha coinvolto Olimpia e Virtus all’interno di gara due. Due squadre che si giocano lo scudetto, di cui una sicuramente sarà in Eurolega e l’altra potrebbe esserlo dietro invito dell’Eurolega stessa. Non essendosi qualificata ai playoff e venendo dalla vittoria dell’Eurocup nella scorsa stagione, l’unica via per avere un posto al ballo è essere il famoso “grande mercato”; avere requisiti economici e di crescita tali da far dire all’Eurolega: Il vostro bacino e sviluppo economico ci interessa, avete la “wild card” per uno, due anni. Si sono abbassate notevolmente le quote al totalizzatore per una Virtus in Eurolega perché Gran Canaria, vittoriosa in Eurocup nella scorsa stagione, ha ufficialmente rinunciato a far parte di Eurolega. Mettendo da parte momentaneamente la felicità per vedere eventualmente una seconda squadra italiana anche quest’anno, fermiamoci a ragionare su quanto grave sia la cosa.
Il presidente di Gran Canaria Sitapha Savané è stato chiaro:
Nell’ultima stagione abbiamo preso come riferimento il Valencia Basket, la squadra che avremmo sostituito in Eurolega per raggiungere queste stime. Il budget di viaggio del Valencia Basket è passato da Eurocup a Euroleague da € 500.000 a € 1,5 mln. Nel nostro caso questo aumento sarebbe superiore. Abbiamo preso il calendario di Valencia Basket dell’anno scorso per procedere con una simulazione del costo del viaggio. La stima era di € 2.025.000.
Considerate che prendere l’esempio del Valencia non è così calzante dal punto di vista logistico perché Gran Canaria deve volare da un’isola che è già lontana dalla Spagna, per tutta Europa, fronteggiando una situazione anche peggiore di quella che ebbe Sassari l’anno in cui ha giocato l’Eurolega e che per arrivare a Kazan o San Pietroburgo doveva partire con lunghissimo anticipo. Mettiamoci le spese e l’ovvio disagio che impone di essere più in viaggio che in palestra e la torta è fatta. Oltre a questo, bisognerebbe anche costruire una rosa decisamente allungata per affrontare l’impegno:
Giocare in Eurolega rappresenta un aumento significativo di questa spesa. Sappiamo che le rose di Eurolega vanno dai 35 milioni di Real Madrid e Barça ai 7,5 milioni di una squadra come l’Alba Berlino, uno dei budget più bassi. Rafforzare la rosa e allungarla per poter affrontare le due competizioni come Liga Endesa ed Eurolega significherebbe almeno quattro acquisti, avvicinandosi a questo budget di 7,5 milioni. È il 50% in più rispetto a quello attuale nostro che è stato di 5 milioni. Non apportare modifiche alla rosa ci costringerebbe sicuramente a ripetere il percorso sportivo della nostra ultima partecipazione in cui soffrimmo in Eurolega ma, cosa ancora più pericolosa, flirtammo con la retrocessione finendo fuori dai playoff e fuori dall’ uropa l’anno successivo.
I premi per l’Eurolega vanno dagli 1.8 milioni di euro per i primi posti sino a 200.000 per il quartultimo, con la zona “retrocessione” che non percepisce nulla. I diritti televisivi, sempre a quanto riporta Savanè, sono di 45 milioni, ripartiti solo tra le licenziatarie A e se facciamo l’esempio dell’Alba Berlino, ha percepito dalla competizione solo 350.000 euro. Con questi presupposti Gran canaria ha rinunciato alla partecipazione alla prossima Eurolega dimostrando grande consapevolezza, maturità e onestà verso i propri tifosi e investitori. Sarebbe stato un bagno di sangue da cui ci si può mettere anni e anni a riprendersi, come successo proprio a loro cinque anni.
