Il mercato estivo di EuroLeague 2025 è entrato nella sua fase più calda, e tra trattative già chiuse e colpi in arrivo, c’è ancora grande attenzione su alcune guardie di alto profilo rimaste senza contratto.
In un contesto sempre più competitivo, dove ogni innesto può fare la differenza tra playoff e fallimento, trovare il giusto interprete nel backcourt è cruciale.
In questo articolo analizziamo le 3 migliori guardie di EuroLeague ancora free agent, valutandone punti di forza, stato fisico e possibili incastri tattici per le squadre di vertice
3. Iffe Lundbgerg
Iffe Lundberg si è affermato come realizzatore fuori dal pick‑and‑roll durante la sua esperienza a Virtus Bologna e poi con Partizan nella stagione 2024‑2025, dove ha vinto il campionato ABA e la Lega serba. Con numeri rispettabili in EuroLeague, è considerato un’opzione offensiva affidabile per squadre che cercano aggiungere profondità e scoring da guardia esterna. I rischi riguardano l’altalenanza di rendimento e l’adattabilità a ruoli diversi dal primo violino.
Nell’ultima stagione ha chiuso con 7.9 punti, 3.0 assist, 2.2 rimbalzi e 0.9 recuperi in 25 minuti a partita.
2. Nemanja Nedovic
Nemanja Nedovic è noto per la sua abilità nel tiro da fuori e la capacità di creare gioco sia da palla in mano che senza. In stagione ha mostrato grande impatto offensivo, attirando elogi per il suo contributo offensivo sul campo. Il rovescio della medaglia sono i continui problemi fisici, che ne limitano l’utilizzo e il rendimento in campo.
Nella stagione appena conclusa ha prodotto 12.6 punti, 2.6 assist tirando con il 39.1% da oltre l’arco in 20.4 minuti a partita.
1. Nick Calathes
Nick Calathes ha un curriculum stellare: MVP EuroCup, più volte selezionato nell’All-EuroLeague First Team, titoli nazionali e continentali con Panathinaikos, Barcellona, Fenerbahçe. Nonostante abbia perso qualcosa dal suo massimo livello e soffra per il tiro da tre, rimane una mente del gioco di livello elevato. La sua esperienza e visione di gioco lo rendono un asset tattico per chi punta a bilanciare l’organico. Ovviamente un punto a sfavore è l’età che non gli consente di poter essere incisivo per tanti minuti, così come le scarse percentuali da oltre l’arco, un elemento ormai chiave per i playmaker moderni.
Nella passata stagione ha collezionato 4.4 punti, 3.4 assist e 1.7 rimbalzi in 13 minuti a partita.





