Esordio amarissimo per Jakovljevic da head coach sulla panchina della Virtus, travolta da Parigi al termine di una gara che, dopo un avvio equilibrato, si trasforma in un monologo francese negli ultimi quindici minuti. Festeggia invece il giovanissimo Thomas, anche lui alla prima panchina nella competizione. I bianconeri non riescono mai a tenere il ritmo imposto dai francesi, capaci di spingere sull’acceleratore per tutta la partita fino poi toccare anche il +27. La squadra appare in difficoltà soprattutto quando Vildoza è costretto a rifiatare con l’attacco che come spesso succede si inceppa, mentre in difesa emergono limiti evidenti nella transizione e nella gestione della fisicità avversaria. Nel finale, quasi rassegnata, la Virtus si affida a conclusioni da tre punti forzate e poco efficaci, quasi per evitare lo scontro fisico. Squadra che manca completamente la prova di carattere dopo l’esonero che aveva caldeggiato di Ivanovic.
L’inizio è comunque vivace: il primo quarto si gioca a ritmi altissimi e si chiude sul 20-19 per i bianconeri, bravi ad aggiustare qualcosa grazie alle rotazioni dopo cinque minuti complicati contro l’intensità di Parigi. I francesi, fedeli alla loro identità, mantengono un ritmo frenetico con rotazioni continue e tutti gli effettivi coinvolti.
Con il passare dei minuti, però, la Virtus perde progressivamente terreno. Parigi alza ulteriormente i giri, trova continuità dall’arco e, sfruttando anche i rimbalzi offensivi, costruisce il primo strappo significativo fino al +8. Nel finale del secondo quarto, i bianconeri limitano i danni grazie ai liberi di Niang, chiudendo sul 47-53.
Nel terzo periodo la Virtus prova a reagire: arriva un immediato recupero dello svantaggio, frutto degli unici minuti di difesa realmente efficace della serata. È però un’illusione. Parigi torna presto a imporre il proprio ritmo e, quando le percentuali salgono, piazza un parziale pesante di 18-5 che spezza definitivamente la partita. Ancora una volta, l’assenza di Vildoza in regia pesa enormemente. Non vale la a tripla da metà campo allo scadere dello stesso argentino che poteva fissare il -10.
L’ultimo quarto è poco più di una formalità. Parigi dilaga mentre i bianconeri alzano bandiera bianca con largo anticipo. Il punteggio finale, 82-103, fotografa fedelmente l’andamento di una gara dominata dai francesi e segna un debutto da dimenticare per Jakovljevic.
MVP: l’intera squadra di Parigi, che con una prestazione corale e compatta travolge letteralmente gli avversari.
Virtus Bologna
Vildoza 6,5: Male al tiro, ma è l’unico capace di dare ritmo all’attacco bianconero, che si spegne completamente ogni volta che si accomoda in panchina.
Edwards 4,5: Nei primi venti minuti fatica persino a costruirsi un tiro. Approccia bene il terzo quarto, ma si spegne rapidamente tra forzature e un nervosismo crescente, che sfocia in un fallo tecnico evitabile proprio dopo aver conquistato due liberi con la partita ancora ampiamente aperta, finendo con quasi più stoppate subite che canestri realizzati.
Niang 6,5: Nella prima metà di gara è nettamente il migliore dei suoi, l’unico capace di reggere e pareggiare l’intensità dei francesi. Alla distanza, però, si spegne: resosi conto che il suo apporto non basta, finisce anche lui per alzare bandiera bianca.
Smailagic 5: Inizia nel migliore dei modi con 6 punti in 6 minuti, poi sparisce dal campo gli ulteriori dieci.
Alston Jr. 5: Giornata storta al tiro davanti e subisce l’atletismo avversario dietro.
Hackett 5,5: Nel finale è l’unico a non accettare un passivo così pesante, arrivando anche a spendere un fallo antisportivo pur di far sentire il fisico. Garantisce la consueta intensità difensiva, ma nel ruolo di sparring partner non riesce a trovare la giocata giusta per accendere la miccia dei compagni.
Ferrari s.v.: Quattro minuti concessi nel pieno garbage time.
Morgan 6: Ingresso positivo, portando subito concretezza all’attacco virtussino. Poi si smarrisce nelle pieghe della partita, fino a riemergere nel finale per fare bottino a giochi ormai chiusi.
Diarra s.v.: vedi Ferrari.
Jallow 5: L’impressione, in avvio, è quella di rivedere il giocatore brillante di inizio stagione. Poi, però, si eclissa completamente, proponendo un gioco lento e quasi pachidermico.
Diouf 5,5: Ben servito da Vildoza, regala alcuni bei momenti offensivi, ma a rimbalzo resta troppo deficitario.
Akele s.v.: Gioca letteralmente due secondi.
Jakovljevic 5: Una valutazione forse severa per un allenatore che praticamente non ha avuto il tempo di preparare la partita come richiederebbe la competizione. Tuttavia, la Virtus incassa un passivo pesantissimo in casa contro una squadra allora quartultima, che grazie a questo successo supera i bianconeri in classifica nello scontro diretto. La squadra non riesce a colmare la differenza di intensità imposta dai francesi: l’attacco si regge quasi esclusivamente sulle iniziative di Vildoza, mentre la difesa resta costantemente in ritardo.
Paris Basketball
Hifi 7,5: Grande agonismo, seppur a tratti confusionario, ma è una spina nel fianco per i bianconeri segnando il solito ventello.
Morgan 6: Non si erge mai protagonista, ma è in campo nei momenti migliori di Parigi.
Faye 5,5: Un rimbalzo offensivo con canestro seguente importante e poco altro.
Ouattara 7: Domina fisicamente, da tre è preciso e chiude sostanzialmente a partita a inizio dell’ultimo quarto.
Ayiayi 5,5: 5 minuti in cui si limita a segnare una tripla e perdere un pallone.
Cavaliere 6,5: Molto gioco sporco che si traduce in numerosi vantaggi concreti per la sua squadra.
Willis 5,5: Si vede soprattutto nella prima metà di gara: oltre a una schiacciata da highlights con fallo, il suo contributo si rivela marginale.
Rhoden 6: Porta fisicità al servizio dei compagni, lasciando le luci della ribalta ad altri.
Robinson 6,5: Qualche bella iniziativa alternata a momenti in cui litiga con il ferro. Nel finale sistema il tabellino
Hommes 6,5: Inizio in cui punisce a più riprese la difesa virtussina, ma mano scompare dalla partita.
Herrera 7,5: Inizia in sordina, pur mantenendo la squadra sempre concreta. Quando si accende, però, diventa un autentico incubo dalla lunga distanza.
Sharhvin 6,5: Presente sotto canestro, sigla tra l’altro il +10 a due minuti dalla fine del terzo quarto, gasando compagni e mettendo una solida ipoteca sulla partita.
Thomas 7,5: Alla prima partita di Eurolega trova la prima vittoria, e fa 2/2 considerando la LBF. Dimostra perché Parigi ha scelto di affidargli la panchina: mantiene saldo il DNA della squadra, che resta motivata e riesce a esprimere il suo miglior basket per 40 minuti. Le continue rotazioni mantengono tutti gli effettivi sull’attenti e l’intensità sempre alta, mentre alcuni quintetti trovano le triple decisive che scavano il solco nel punteggio.





