Nel 2016, a Toronto, durante l’NBA All-Star Weekend, abbiamo assistito a qualcosa che probabilmente non verrà mai più replicato: la battaglia tra Zach LaVine e Aaron Gordon nello Slam Dunk Contest.
Sono passati dieci anni, ma quella sfida resta l’apice assoluto della gara delle schiacciate NBA.
E no, Gordon non è stato “derubato” del trofeo. È stato derubato di un 50. È stato derubato di un’altra possibilità. Noi siamo stati derubati di altri dieci minuti di spettacolo. Ma il titolo? Quello LaVine lo meritava tanto quanto lui.
Il contesto: dopo il disastro del 2014
Dopo l’edizione 2014, ricordata più per la formula a squadre che per le schiacciate (vinse “Dunker of the Night” John Wall), nel 2015 fu LaVine a riportare il contest ai livelli élite.
Nel 2016, però, la gara superò ogni aspettativa.
Gli altri partecipanti erano Andre Drummond e Will Barton. Ma quella notte apparteneva solo a due uomini.
Gordon parte forte: schiacciata tra le gambe con torsione a 180°. Un 45 assegnato, ma già da 50.
LaVine risponde con una reverse one-hand dopo palleggio e passaggio dietro la schiena: 50 pieno.
Il duello è lanciato.
Secondo round: creatività contro atletismo puro
Gordon salta sopra la mascotte di Orlando su hoverboard, prende il pallone e lo passa tra le gambe prima di schiacciare. Un 49. Spettacolare, ma con utilizzo evidente del “prop”.
LaVine replica con una alley-oop dalla linea del tiro libero. Non un semplice salto, ma ricezione in aria e finalizzazione. 49 anche per lui, ma per molti quella era già una 50.
Qui nasce la spaccatura:
Gordon più scenografico
LaVine più puro e atletico
Finale: la leggenda
Il round decisivo entra nella storia.
Il “Flu Game” delle schiacciate
Gordon esegue la dunk iconica: salto sopra la mascotte, seduta in aria a 90°, pallone sotto le gambe e schiacciata con l’altra mano. Una delle schiacciate più incredibili mai viste.
Forse la più bella di sempre.
LaVine risponde con una windmill dalla linea del tiro libero. Assurda. 50.
Si va allo spareggio.
Dunk-off: solo capolavori
Gordon:
Reverse windmill con head-at-the-rim
Double pump reverse portando il pallone fino alla schiena
Quest’ultima prende solo 47. Ed è qui che si può parlare di “furto”: quella era una 50.
LaVine chiude con:
Between the legs da mezzo passo dentro la linea del tiro libero
Titolo.
È stato davvero un furto?
Gordon è stato penalizzato nell’ultimo punteggio.
Ma LaVine ha realizzato una serie perfetta di schiacciate senza props, con una difficoltà tecnica e atletica devastante.
Ogni singola dunk, da entrambi, era da 50.
Se sei in parità, nessuno ha perso.
Quella notte non ha prodotto un vincitore e uno sconfitto.
Ha prodotto il picco massimo dello Slam Dunk Contest.




