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Home Lega Basket

LBA: che impresa!! Andrea Cinciarini riscrive la storia

Massimiliano Bogni by Massimiliano Bogni
14 Feb 2022
in Lega Basket
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Legabasket: Andrea Cinciarini, l’uomo dei record alla guida di Reggio
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Scandaloso come non sia ancora ufficiale. Lo aveva pregustato già Tommaso Baldasso in maglia Virtus Roma, quando per un assist gli era stato cancellato il record registrato contro la Reyer Venezia. Non dovrebbe essere complicato, nell’era della tecnologia più rapida ed efficiente, confermare la validità di queste cifre. 12 punti, 11 rimbalzi, 10 assist. Primo giocatore italiano di sempre nella storia della Legabasket a registrare una tripla doppia. Ottavo nella storia, il primo da Sasha Volkov nel 1993 a riuscirci grazie agli assist. Andrea Cinciarini, a quell’epoca, aveva 6 anni. Oggi, a 35 candeline spente, si sta regalando un’annata leggendaria. Per sfortuna sua e di coach Caja, Reggio Emilia non parteciperà alle Final 8 di Pesaro. A maggior ragione, le immagini della partita di ieri contro Treviso rimarranno ancora più impresse nella nostra memoria, ora che abbiamo il minimo tempo per farle sedimentare.

Rendiamoci conto: i numeri di ieri spiegano solo in parte l’importanza di Cinciarini nello scacchiere reggiano. Tutto ruota intorno a lui, in funzione di lui. Il roll di Hopkins, Johnson e Diouf sarebbe infruttuoso, senza i tempi di passaggio del capitano. Il gioco in post di Olisevicius non sarebbe letale se non servito con le spaziature corrette, orchestrate dal numero 20. Crawford non avrebbe la stessa pericolosità in penetrazione, se Cinciarini non riconoscesse il momento della partita nel quale farsi da parte e concedere il palcoscenico al compagno. Il tiro sugli scarichi di Strautins  non avrebbe la stessa efficacia qualora non fosse imbeccato a dovere dal playmaker reggiano. Tutte cose conosciute e riconosciute lungo la carriera di Cinciarini. Altrimenti, non si sarebbe leader per assist di LBA. In una squadra di Caja, per di più. Gli anni a Milano hanno fatto paradossalmente bene ad Andrea: avrebbe voluto giocare di più, ma la stagione con Messina ha riattizzato un fuoco competitivo forse leggermente sopito dalla panchina del Forum. La professionalità e la correttezza, dentro e fuori dal campo, non sono mai state in discussione. Il classico “primo ad arrivare in palestra, ultimo ad andarsene”, nonostante una moglie e un pargolo a casa da crescere. Non bastavano questi attestati, al Cincia. voleva mettersi di nuovo in gioco, per davvero. Il richiamo del passato ha fatto il resto.

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. Citazione troppo inflazionata, vero? Possiamo solo lontanamente immaginare le emozioni contrastanti vissute da Cinciarini durante la finale scudetto contro Reggio Emilia. Finalmente riesce a vincere il trofeo, a togliersi questa scimmia dalla spalla. Ma a che costo? Veder soffrire nuovamente quella società con cui, l’anno prima, eravamo andati così vicini al bersaglio grosso? In quei momenti, ti scorre davanti l’intera carriera.

https://twitter.com/Mikazero/status/1492978347663630337?s=20&t=kUmYkhRU7FhQxm5tnsAm9w

Le giovanili a Pesaro. La gavetta in A2. L’arrivo a Cantù, da specialista sotto Trinchieri, in un’annata memorabile per la cavalcata in Eurolega. Le chiavi della squadra a Reggio Emilia, la delusione cocente per la sconfitta in gara7 contro Logan e Sassari. Il contratto della vita a Milano, dove il ruolo da comprimario sul campo è compensato dai gradi di leader dello spogliatoio. A un certo punto, i pochi minuti dalla panchina e le continue polemiche sul tiro da fuori eccessivamente battezzabile raggiungono un limite. Riesco a essere qualcosa di più. In teoria. Se ne avessi la possibilità. Coach Messina e Milano sono troppo per me? Perfetto. Quello di Reggio non è un passo indietro. In termini contrattuali forse sì. A 35 anni, però, le priorità sono altre.

Al massimo in carriera per minuti giocati a partita. Traguardo insperato? Neanche più di tanto, considerando la maniacale cura per la preparazione fisica e l’alimentazione del playmaker di Cattolica. Reggio Emilia non è la squadra dal ritmo più elevato della LBA perché vive al ritmo del proprio capitano. Che non sarà di primissimo pelo, ma la cui forza emotiva e morale ha permeato l’intero ambiente. Lo si vede dalla grinta con cui esulta dopo ogni tripla realizzata. Vittoria della singola sfida portata dal passare dietro al blocco del lungo, perché tanto “Cinciarini da fuori è una tassa”. Un misto di vendetta e consapevolezza. Viene in mente la partita contro Trieste: Cinciarini scheggia i ferri dell’Allianz Dome per tutta la sera. Almeno sino al supplementare, dove griffa la vittoria finale con una tripla fondamentale. Quella tripla doveva prendersela, a prescindere dalle polveri bagnate. Perché lui è il capitano. È il suo ruolo. Rifiutarla avrebbe fatto perdere fiducia alla squadra. Vizio capitale.

Tags: Andrea Cinciarini
Massimiliano Bogni

Massimiliano Bogni

Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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