I dubbi
La nascita di LBATV, però, porta anche dei dubbi che solo il tempo potrà essere in grado di risolvere. Innanzitutto c’è la questione tempi tecnici. Siamo ad inizio agosto e tutto dovrebbe essere operativo per il prossimo 27 settembre, data di inizio della Supercoppa Italiana. In cosi poco tempo, il rischio di iniziare la stagione con un servizio monco è piuttosto concreta.
Non si tratta solo di trasmettere le partite ma di costruire una squadra editoriale che possa creare anche altri contenuti, oltre a trovare telecronisti di buon livello che possano raccontare le partite. Dunque, il pericolo che, almeno all’inizio, il servizio non sia di altissimo livello c’è.
C’è poi il tema relativo agli appassionati e i costi sempre più alti che sono costretti a sostenere per seguire il basket. I prezzi di abbonamento alla nuova LBATV non sono ancora noti ma si parla di un prezzo di circa 100 euro per la stagione intera.
Nella scorsa stagione, gli appassionati di basket europeo potevano utilizzare un solo abbonamento per seguire sia EuroLeague/Eurocup che la LBA, cioè quello di DAZN, che, più o meno alla stessa cifra, aveva un’offerta più ampia.
Nella stagione che andrà ad iniziare, invece, ci sarà bisogno di almeno tre abbonamenti per seguire tutto il basket continentale.
EuroLeague, infatti, ha rimesso a disposizione EuroLeague TV in Italia, con un pass stagionale da 80 euro. Saranno visibili tutte le partite di EuroLeague e EuroCup ma le gare di Olimpia Milano e Virtus Bologna saranno disponibili solo on-demand e non in diretta.
Per chi vorrà gustarsi in diretta le squadre italiane di EuroLeague, dunque, sarà necessario anche l’abbonamento a Sky.
Il risultato è semplice: per l’appassionato i costi lievitano. I probabili 100 euro per l’abbonamento a LBATV, inoltre, non sono poi così pochi ed esiste il rischio che “spaventino” almeno una parte degli appassionati. Un altro rischio rappresentato dalla piattaforma streaming è la sua effettiva sostenibilità sul medio/lungo periodo. Il basket, nel nostro paese, rimane comunque uno sport di nicchia e riuscire ad ottenere i numeri necessari affinchè il progetto risulti vincente non sarà affatto facile.
La LNP con il suo pass e la possibilità di seguire 58 squadre tra A2 e B, alcune anche in piazze piuttosto grandi per gli standard italiani, la scorsa stagione contava poco più di 25 mila abbonati. La LBA ha solamente 16 squadre e sono poche quelle che fanno riferimento a centri urbani molto grandi. Diverse delle realtà storiche italiane sono situate in città piuttosto piccole per numero di abitanti (Treviso e Varese, giusto per fare un paio di esempi), arrivare a superare la quota dei 100.000 abbonati, che farebbe scattare anche dei bonus ai club, non sarà impresa semplice, specialmente se il servizio non fosse di qualità eccelsa.
La LBA ha preso una decisione netta e ha deciso per l’autogestione, è una scelta coraggiosa e che, quantomeno, dimostra voglia di provare a cambiare qualcosa in un sistema da tempo stantio.
La possibilità, però, che questa decisione si possa ritorcere contro la LBA stessa è reale e rischia di rendere il basket italiano sempre più una nicchia priva di attenzione mediatica.
LBATV è stata si una scelta di tutte le squadre ma, diciamolo onestamente, è stata anche l’unica opzione concreta sul tavolo, visto lo scarso interesse della maggior parte dei network nei confronti del movimento italiano. Un qualcosa che deve far sicuramente riflettere.




