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LBA TV è realtà: pro e contro della scelta

Nella giornata di ieri è arrivata l’ufficialità: la Legabasket, in partnership con Deltatre, lancerà la propria piattaforma streaming per la trasmissione delle partite di campionato e di tutti gli altri eventi targati LBA (Coppa Italia e Supercoppa).
Per il basket italiano, si tratta di un passo, per certi versi, storico, perchè rappresenta la volontà dei club di emanciparsi dal prodotto televisivo più classico, che raramente ha portato mai grossa attenzione nei confronti del movimento.
Cerchiamo di capire insieme, però, i pro e i contro di un’operazione simile e che cosa potrebbe rappresentare per il futuro del basket italiano.

Perchè si

La scelta di lanciare una propria piattaforma streaming è forse la prima iniziativa che mostra davvero innovazione fatta da Legabasket da parecchi anni a questa parte.
Per troppo tempo, infatti, la LBA ha “elemosinato” attenzione alle tv pubbliche e private ricevendo spesso le briciole dal punto di vista economico e raramente riuscendo ad offrire un servizio davvero di qualità.
La RAI ha spesso dimostrato di tenere al basket solo in modo superficiale, offrendo, poi, un servizio e una copertura davvero scadente.

Le stesse Discovery e DAZN, che negli ultimi tempi si sono occupate di coprire il massimo campionato italiano, hanno comunque dimostrato più di una lacuna nel loro modo di coprire il basket e, dal un punto di vista economico/finanziario, pagavano comunque briciole ai club.
Andare con una propria piattaforma streaming, dunque, mostra quantomeno iniziativa e voglia di sganciarsi da un sistema televisivo che nel corso degli anni ha offerto ben poche soddisfazioni.

Il ritorno di Sky Sport, poi, che è subentrato a Discovery per il pacchetto “satellitare”, dovrebbe portare ad un incremento nella qualità della copertura del prodotto, visto che, oggettivamente, il servizio offerto da Sky anche negli anni precedenti è sempre stato di alto livello.
La scelta di creare una propria piattaforma streaming mostra sicuramente iniziativa e voglia di cambiare da parte dei club e questo è sicuramente positivo. Tutti hanno votato a favore di questa iniziativa e tutte le squadre si stanno mostrando compatte nell’annunciare questa novità come una vera e propria rivoluzione per il movimento cestistico italiano.

Anche dal punto di vista economico/finanziario, l’accordo con Deltatre dovrebbe portare nelle casse dei club cifre superiori rispetto a quelle dei precedenti accordi con Discovery e Dazn.
Per il primo anno si parla di una cifra di circa 2.5 milioni di euro, che poi andrebbe a salire negli altri quattro anni dell’accordo. Sarebbero, inoltre, inclusi dei bonus se il numero degli abbonati dovesse superare quota centomila.
Deltatre, inoltre, è una delle società leader nel settore dei servizi streaming e ha già lavorato con alcune delle principali leghe sportive in giro per il mondo, come la NFL e la Champions League.
La società, che ha sede a Torino, ha inoltre chiuso un accordo anche con la LNP e dunque diventerà fornitrice di servizi streaming per le tre principali leghe del nostro basket: Serie A, A2 e B.

Con una piattaforma streaming operata direttamente dalla Lega e dai club ci sarà anche la possibilità di personalizzare non poco l’offerta disponibile, andando a creare contenuti che possano attrarre ulteriormente i tifosi delle singole squadre.
Il presidente uscente di LBA, Umberto Gandini, che è stato forte sostenitore di questo progetto, ha commentato così la scelta: “In un momento in cui la tv tradizionale sta perdendo ascolti e le piattaforme OTT non hanno voluto riconoscere il valore del basket italiano, abbiamo deciso di adottare una nuova strategia di distribuzione diretta per essere nelle case di tutti gli appassionati”.

3 Commenti

  1. Assurdo LBA TV e assurdo Eurolega senza MI e BO.
    La voglia di mandare tutti a quel paese è grande.
    Lo scorso anno con 90 € vedevo tutto.
    Spero in un fiasco completo.

  2. E’ la testimonianza di un fallimento, quello del prodotto basket, talmente scadente da non essere assolutamente attrattivo. Discovery aveva puntato sul basket (campionato ed Eurolega) e quando si è accorta dei risultati ha immediatamente abbassato le offerte; già il passaggio ad una piattaforma scalcagnata come Eleven Sport era un segnale chiaro, Dazn in qualche modo aveva salvato il salvabile ma alla prima occasione si è tirata indietro; la stessa Sky col campionato ci gioca, oggi ne ha bisogno per riempire il nuovo canale, domani chissà (o, forse, si sa, visti i precedenti). Il chiaro: ma perché una tv dovrebbe prendere diritti di uno sport che nelle finale scudetto, quando va bene, assicura non più di un paio di centinaio di migliaia di spettatori? In sintesi: il basket è stato fatto diventare negli ultimi trent’anni, dalle sciagurate gestioni di Lega e Federazione, un prodotto scadente, che solo quelli della parrocchia, i super appassionati, quelli che sono pronti a tapparsi il naso davanti a un pallone tirato verso un canestro senza guardare il livello dello spettacolo offerto, continuano a guardare. Fare la tv di quelli della parrocchia è un modo per ammettere il fallimento.

  3. lanciate la formula “porta un amico”. Se volete avere molti abbonati provate questa formula…
    Se si prevede un costo di 100 euro, ad ogni abbonato che ne procura uno nuovo, restituite il 30% del costo dell’ abbonamento e fate pagare la stessa cifra all’ amico trovato, cioè 70 euro a testa, per il primo anno. L’ anno successivo i due abbonati a 100 euro cadauno, potranno diventare nuovi procacciatori e cercatori di nuovi abbonati, Solo cosi’ il numero potrà crescere,,,

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