HomeNBADa LeBron a Giannis: l’ascesa dei media gestiti dagli atleti NBA

Da LeBron a Giannis: l’ascesa dei media gestiti dagli atleti NBA

Il nuovo report “Owning the Narrative” pubblicato dalla USC Annenberg School for Communication and Journalism analizza un fenomeno che sta ridefinendo il rapporto tra sport, media e business: la nascita dei media gestiti direttamente dagli atleti.
Per la prima volta, gli sportivi non si limitano più a essere protagonisti o commentatori: diventano creatori, proprietari e distributori del proprio racconto.

Nel basket, figure come LeBron James, Giannis Antetokounmpo o Chris Paul stanno guidando una trasformazione profonda che mette in discussione il predominio dei media tradizionali e apre nuove frontiere economiche e narrative.


Le star NBA come nuovi media player

Secondo il report, oggi esistono 33 società di produzione fondate da atleti, responsabili di oltre 370 contenuti originali.
Tra le più influenti, la SpringHill Company di LeBron James e Maverick Carter, valutata 725 milioni di dollari, e Omaha Productions di Peyton Manning, da 400 milioni.

Anche Giannis Antetokounmpo ha seguito questa strada con progetti biografici e documentari che raccontano la sua storia familiare e le sue origini, contribuendo a espandere la presenza culturale della NBA ben oltre il parquet.
Allo stesso modo, Chris Paul ha lanciato mini-serie e short form che affrontano temi di identità, comunità e leadership, con l’obiettivo di controllare il proprio racconto e trasmettere autenticità.


Un settore multimiliardario in crescita

Il giro d’affari dell’athlete-owned media supera ormai i miliardi di dollari.
Le piattaforme più attive — YouTube, TikTok e Instagram — ospitano i principali podcast e format video gestiti dagli atleti, che hanno accumulato oltre 7 miliardi di visualizzazioni su YouTube e 725 milioni di like su TikTok.

Il modello è vincente anche per la NBA: format come The Shop (SpringHill) o i contenuti prodotti da Uninterrupted dimostrano che gli atleti possono monetizzare e fidelizzare il pubblico in modo diretto, senza intermediari.

 

Ownership significa potere

Secondo la professoressa Willow Bay, co-direttrice della ricerca,

“Possedere i propri contenuti non genera solo valore economico, ma riequilibra il potere nel sistema mediatico. Quando gli atleti raccontano la propria storia, instaurano connessioni reali con i fan e ampliano lo spazio per nuove voci.”

L’indagine rivela anche un grande potenziale inesplorato nello sport femminile: solo il 22% dei podcast di atleti analizzati include donne come conduttrici o ospiti, un dato che indica margini enormi per crescita e parità di rappresentanza.

Basket e oltre: il nuovo storytelling sportivo

Dai film biografici di Giannis ai format motivazionali di LeBron, passando per i progetti educativi di Chris Paul, gli atleti NBA stanno ridefinendo il modo in cui si racconta lo sport.
Non solo highlights e statistiche, ma storie di famiglia, sacrificio e salute mentale: contenuti che restituiscono autenticità e connessione umana, elementi spesso assenti nella comunicazione tradizionale.

Il messaggio del report è chiaro: l’ownership dei contenuti è il futuro dello sport moderno.
E nella NBA, i pionieri di questa rivoluzione hanno già cambiato le regole del gioco — dentro e fuori dal campo.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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