Dopo la sconfitta per 108-90 contro gli Oklahoma City Thunder in Gara 1 delle semifinali della Western Conference, LeBron James non ha usato mezze misure nel descrivere quanto visto sul parquet del Paycom Center. Un’analisi diretta, quasi insolita per il tono, che ha messo in luce le difficoltà strutturali di una squadra che fatica a reggere il confronto con la miglior difesa della lega.
I Thunder hanno dominato la partita con una prestazione corale: Chet Holmgren ha chiuso con 24 punti e 12 rimbalzi, mentre Shai Gilgeous-Alexander e Ajay Mitchell ne hanno aggiunti 18 ciascuno. Oklahoma City ha tirato con il 49.4% dal campo, costretto i Lakers al 41.7% e strappato ben 17 palle perse agli avversari, controllando il secondo tempo senza mai davvero rischiare di perdere il filo della gara.
«Ci sono stati dei crolli nella disciplina di gioco, quasi troppi contro una squadra come questa» ha detto James, indicando nei problemi esecutivi il nodo centrale della serata.
I Lakers senza Doncic: il problema dell’attrazione difensiva
Con Luka Doncic ancora ai box per un infortunio al tendine del ginocchio sinistro, Los Angeles ha faticato a costruire un attacco fluido e continuo. Austin Reaves ha vissuto una serata da dimenticare: 8 punti con 3/16 al tiro, mentre la difesa di OKC ha sistematicamente neutralizzato i creatori di gioco perimetrali, costringendo i Lakers a soluzioni affrettate.
LeBron ha toccato proprio questo punto, spiegando come contro una difesa di quel livello serva qualcuno in grado di attirare più difensori contemporaneamente. Ha anche sottolineato come i problemi della serata non fossero tanto di natura tattica, quanto di concretizzazione: secondo lui, le buone conclusioni ci sono state, ma non sono entrate.
«Abbiamo avuto tiri buoni, tiri davvero buoni stanotte. Li abbiamo sbagliati» ha detto James.
Un altro tema ricorrente nelle sue parole è stato quello dei parziali improvvisi di Oklahoma City, capaci di trasformare partite in equilibrio in vantaggi in doppia cifra nel giro di pochi possessi.
«Possono andare in un parziale in cui sembra che ce la facciamo, siamo a due o tre possessi, e poi boom: vantaggio in doppia cifra. Questo è quello che sanno fare le grandi squadre» ha osservato James.
LeBron ha concluso con un messaggio che guarda avanti: la squadra ha l’esperienza necessaria per correggere il tiro, il film della partita servirà per trovare margini di miglioramento, ma senza stravolgere l’impostazione di base. Gara 2 si gioca giovedì, sempre a Oklahoma City, e i Lakers non possono permettersi di scavare un solco ancora più profondo contro una squadra che ha aperto questi playoff con cinque vittorie consecutive.
