“E’ notte, è notte ma non dormo, penso ai tuoi occhi verdi che non mi guardano più”…
Questa scommettiamo che non ve la ricordate. Franco Tozzi, 1965, archeologia musicale. Ops… Che poi finiamo per denunciare il peso di troppe primavere che ci gravano sul groppone. E poi è anche inverno. Di quelli brutti. Non soltanto meteorologicamente. Ma, soprattutto, di occhi verdi nemmeno l’ombra. Scomparsi come nella vecchia canzone. Ancora peggio. Sono cambiati gli occhi nostri, con i quali guardiamo il basket. Spenti di speranza e lacrimevoli di rimpianto. Che non ci regalano più nemmeno quella stupida allegria che sapeva regalarci il basket. La nostra innocente passione.
E’ notte.
L’Armani ha appena conquistato contro l’Olympiacos la sua quinta vittoria consecutiva in Eurolega, che la fionda (provvisoriamente, ben s’intende) al terzo posto della classifica europea. Nell’empireo continentale. Soffrendo? Come sempre.
Come tutte le squadre allenate da Ettore Messina?
Guardando i dettagli, magari anche macroscopici, come potrebbe essere il passare da +18 (44-26) ad un misero +1 (68-67), si finisce per non cogliere la tautologica caratteristica essenziale: la capacità di soffrire. Appunto. E il rifiuto della sconfitta. Sconfinati temi, dalle complesse declinazioni. Che rimandiamo, ma promettiamo, con calma di affrontare. Esponendoci al confronto, e magari all’eresia.




