HomeLega BasketLegabasket: le palme del deserto (Werther Pedrazzi)

Legabasket: le palme del deserto (Werther Pedrazzi)

Il deserto che stiamo attraversando è talmente deserto che se in lontananza vedi una palma, per quanto isolata, ti sembra un’oasi ristoratrice.
E poi la vedono tutti. Quindi non staremo ad accodarci al coro, misto di stupore e soddisfazione, che si è sollevato, giustamente, attorno alle ultime prestazioni del diciottenne canturino Gabriele Procida.
Limitandoci ad una umilissima impressione personale. Derivata, purtroppo, dal tempo lungo trascorso a bordo campo: come lui, predestinato, era da molto che non ne vedevamo.
Forse dal tempo di Danilo Gallinari?
Ovviamente il paragone non vuole essere tecnico, semplicemente attitudinale.
Intanto il ragazzo ha un fisico bestiale. Un basamento solido sul quale costruire nel futuro un monumento.
Esageriamo?
Non vorremmo proprio farlo, per niente.
Poiché sappiamo che l’attenzione esagerata può creare l’illusione. E la conseguente tentazione di scambiare la linea di partenza per quella del traguardo.
Certo che nel caso di Gabriele Procida la linea di partenza è davvero ben delineata.
Abbiamo, da sempre, esercitato tre categorie di valutazione, selettive, per valutare, nel basket, il talento e il suo potenziale sviluppo.
Piedi, mani, testa.
Naturalmente sono, simbolicamente, tre indici di sintesi. Rispettivamente, di velocità e forza fisica (piedi), di tecnica, palleggio e tiro (mani), di attitudine alla comprensione del gioco e alla serietà dell’impegno (testa).
Ecco. Quando un giovane giocatore possiede, insieme, tutte queste tre caratteristiche, come nel caso di Gabriele Procida, la sintesi non può che dare un risultato eccellente. Per il ragazzo nato a Lipomo, che a Como allena la mente frequentando l’ultimo anno del liceo Pascoli, indirizzo economico e marketing, mentre a Cantù coltiva il talento…
Il suo nuovo allenatore, Piero Bucchi, dice di lui: “Gabriele? Ha un solo problema: che nessuno lo bruci. Perché è un patrimonio della pallacanestro italiana, da proteggere”.

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