HomeLega BasketLegabasket: una Venezia sorniona batte Cantù, le pagelle

Legabasket: una Venezia sorniona batte Cantù, le pagelle

Sesta vittoria consecutiva per la Reyer Venezia: al Taliercio è sconfitta una comunque combattiva Acqua San Bernardo Cantù. L’attenzione in avvio è catturata dall’atletismo di Bayehe, sfidante insospettabile nel duello coi lunghi lagunari. Primo quarto dal sostanziale equilibrio (26-21 al 10′): le percentuali di entrambe calano nella seconda frazione, dove il talento e la spregiudicatezza di Daye e Procida impreziosiscono un contesto altrimenti scialbo. La reattività a rimbalzo e le fiammate di Gaines tengono in scia l’Acqua San Bernardo che, nonostante l’ottima prestazione dall’arco dell’Umana, va al riposo sotto di sole tre lunghezze (47-44).

Impalpabile nel primo tempo, Campogrande guida il break che porta Venezia fino al +11: il timeout di Bucchi anima Cantù che, trascinata da un infuocato Gaines e da Procida, si approccia all’ultimo quarto addirittura avanti nel punteggio (62-63). Venezia, però, si conferma squadra solidissima: il 10-2 griffato Stone con cui apre gli ultimi 10′ irretisce l’attacco canturino, che soffre irrimediabilmente le lune di Gaines. Nonostante i cattivi numeri dall’arco, Cantù rimane in partita sfruttando il tragicomico 9/22 veneziano dalla linea della carità. Watt e Tonut, silenti fino agli ultimi istanti, suggellano i canestri della staffa: il finale recita 80-75.

Reyer Venezia

D. Casarin 5: 3 falli in un amen: la volontà e la grinta non si mettono in discussione, ma oggi hanno prevalso inesperienza e puerilità.

J. Stone 6,5: fuori dalla partita, continua il difficile rapporto coi ferri intrattenuto da inizio stagione. Rientra dagli spogliatoi con una tripla+urlo verso la panchina, ma sembra un corpo estraneo. 0/4 ai liberi, ma decide la partita coi rimbalzi. Dicotomia ambulante, chiave di lettura perfetta della sorniona Venezia.

S. Tonut 6,5: sprazzi del talento cristallino nella prima metà di gara. Frenato dal terzo fallo in avvio di secondo tempo, firma giocate importanti nelle due metà campo nel finale. Buon rodaggio in vista delle Final Eight.

A. Daye 6,5: talento che sgorga dai polpastrelli, onda lunga della prestazione di Pesaro, 13 nel primo tempo con solo un errore al tiro. In ombra nel secondo tempo, saluta la partita con un canestro di pura classe in faccia al prof. Leunen.

A. De Nicolao 6: ordinato (4 assist nel primo tempo), attacca in prima persona solo sotto tortura ma la difesa su Smith lo tiene in campo. I limiti di talento sono evidenti, ma letture e buonissima difesa sulla palla lo fanno preferire all’estro di Clark.

L. Campogrande 7: in quintetto in sostituzione di Bramos: decisamente anonimo. La differenza c’è, e si vede tutta. Purtroppo per Cantù, però, inizia anche il secondo tempo. Indemoniato dalla vista dell’ex coach a Brindisi, dà la prima scossa alla partita.

G. Vidmar 6,5: fattore insospettabile a inizio quarto quarto, quando riesce a non far rimpiangere Watt attaccando con aggressività i centri undersized canturini.

W. Clark 5: gestore della second unit, nel primo tempo gioca una marea di pick and roll dagli esiti alterni. In difficoltà nella gestione in difesa di Johnson, anche complice un colpo al volto trova poco spazio nel finale.

J. Chappell 5,5: l’ex della partita, nonostante i problemi di falli di Tonut, assaggia poco il campo. Prestazione nel complesso anonima.

V. Mazzola 5: pochi minuti sul parquet, nei quali non lascia grandi tracce.

B. Cerella sv: troppo poco in campo.

M. Watt 6: l’MVP della Lega di Gennaio gode di un buon avvio ma è insolitamente falloso (antisportivo) e impreciso al ferro. Eppure, in un modo o nell’altro, risulta decisivo e imprescindibile.

 

Acqua S. Bernardo Cantù

F. Gaines 7: è chiamato a tirare più o meno tutto quello che gli capita in mano, e stasera lo fa con percentuali complessivamente buone. Dalla sua verve passerà la salvezza dei ragazzi di coach Bucchi: 11 nel terzo periodo, ma conclude anzitempo la sfida con tecnico e antisportivo. Croce e delizia.

D. Thomas 5,5: grande intensità e vivacità sotto le plance, l’accoppiata con Bayehe produce buoni dividendi. Non segnalandosi tanto per il tabellino ma per attitudine e intangibles, se l’atteggiamento non è costantemente al 100%, Bucchi difficilmente potrà contare sul suo apporto.

J. Smith 4,5: la museruola impostagli dal sistema difensivo di De Raffaele non gli permette di ergersi a guida in campo. Percentuali pessime, 6 palle perse, -15 di plus minus: serata decisamente storta.

S. Kennedy 4: rientro in rotazione dopo due assenze, non sembra giustificare la scelta di Bucchi non leggendo le penetrazioni degli esterni di De Raffaele. Il potenziale fisico è sotto gli occhi di tutti, ma le letture latitano.

G. Procida 7: il biglietto da visita è una penetrazione coi retrorazzi. Non ha paura di nulla, anche di fronte a un navigato lupo di mare come Stone. Il telaio è pregiatissimo, la carrozzeria presenta ancora qualche ammaccatura.

M. Leunen 5,5: meno cattedratico del solito, ma tiene dignitosamente il campo nella prima frazione. Terzo e quarto quarto in appannamento: così tanti minuti iniziano a farsi sentire.

J. Johnson 6: 8 punti e tanta energia nel primo tempo per poi però spegnersi nel finale. Dall’arrivo di Gaines deve ancora riassestarsi nel nuovo ruolo di microwave dalla panchina.

J. Bayehe 7: tre quarti da tarantolato, il camerunense non accusa chili e centimetri di differenza coi lunghi oro granata. Rebus costante per i lunghi di Venezia sino agli ultimi 10 minuti, dove subisce la fisicità di Vidmar e Watt. Season high da 16+11. Peccato per il quarto periodo.

A. Pecchia 4,5: partita in linea con le difficoltà stagionali: impreciso, confusionario, panchinato. Se Cantù vuole salvarsi, il figliol prodigo deve tornare all’ovile.

 

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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