Il cosiddetto “caso Vildoza” è giunto a una conclusione definitiva. Il gip Alberto Ziroldi ha disposto l’archiviazione del fascicolo relativo all’episodio del 15 ottobre che aveva coinvolto il playmaker della Virtus e sua moglie Milica Tasic. L’accusa era di aggressione nei confronti del personale di un’ambulanza.
La vicenda, riportata dal Resto del Carlino, aveva già visto la pm Federica Messina chiedere l’archiviazione per via dell’incertezza circa l’esatta ricostruzione della dinamica del fatto”. La volontaria coinvolta, però, aveva presentato opposizione tramite il proprio legale. Il giudice ha ora chiuso definitivamente il caso.
Nella sua motivazione, Ziroldi individua un elemento che considera difficilmente conciliabile con la tesi accusatoria: l’ambulanza, che aveva già superato la corsia di sinistra e il veicolo, avrebbe potuto proseguire la propria marcia, ma scelse invece di bloccare la strada alla Mercedes per costringerla a fermarsi. In sostanza, secondo la lettura del giudice, è il mezzo di soccorso ad aver chiuso la strada all’auto di Vildoza.
Sul fronte dei contatti fisici, le dichiarazioni della persona offesa e dei testimoni — pur “eterogenee” — risultano, secondo Ziroldi, “solidali negli esiti” ed escludono qualsiasi contatto diretto tra Vildoza e la volontaria. L’unico intervento fisico accertato sarebbe quello della moglie del giocatore, descritto come “oggettivamente violento” ma riconducibile a una reazione in difesa del marito.
A chiudere il quadro, il referto del pronto soccorso: nessun segno lesivo al collo della volontaria. Un dato che il giudice ritiene significativo, considerando che Vildoza è “certamente dotato di forza fisica in grado di produrre riscontri oggettivi, specie se correlati addirittura a un sollevamento da terra”.
