HomeLega BasketLuis Scola: "Contenti di Kastritis. I giovani sono importanti"

Luis Scola: “Contenti di Kastritis. I giovani sono importanti”

Nel corso della conferenza stampa di fine annata, Luis Scola ha toccato anche il tema campo, parlando dell’operato dei manager, di coach Kastritis e dell’impatto dei giovani del vivaio varesino.

Ecco le dichiarazioni di Luis Scola su questi temi.

Sul management

“Premessa: non siamo contenti di avere fatto così tanti cambiamenti, è una cosa che va contro la nostra filosofia ma volevamo salvarci e dovevamo intervenire. Detto questo la società ha una struttura chiara: la dirigenza, me compreso, sceglie i manager, la visione e le risorse. Poi loro con l’allenatore costruiscono la squadra. In questa “catena” sono stati fatti errori ma il bilancio fa tracciato sul totale delle scelte, non solo su quelle sbagliate.

Secondo me, con le risorse che abbiamo dato, i manager (Sogolow e Horowitz ndr) hanno fatto un buon lavoro: so che è un giudizio controverso ma per me è così. Ci sono 13-14 squadre con più soldi: la nostra strategia ci porta a fare scommesse e cercare opportunità diverse e in questo senso siamo stati bravi. Inoltre abbiamo incassato più di un milione di euro in buyout e, probabilmente, non finisce qui. Non credo ci siano molte squadre che possano dire lo stesso”.

Su coach Kastritis

“Kastritis è qui per consolidare la nostra cultura del lavoro: è bravo e ha cercato di migliorare cose che non andavano bene a partire dalla difesa. Lui ha puntellato la squadra che era un po’ ‘persa’, è riuscito a mettere tutti insieme e ad arrivare all’obiettivo. Siamo contenti di aver portato una persona con cui possiamo costruire il futuro”.

Sui giovani

“Siamo molto contenti sia di Alviti che di Librizzi, e anche di Assui. Quando sono arrivato qui, ho parlato subito di sviluppo, ma la risposta è sempre stata una sola: “dovete salvarci”. Capisco bene le priorità, ma penso che sia arrivato il momento di dire con forza che lo sviluppo dei giovani non è in contrasto con i risultati. Tre anni fa arrivò Roijakkers e con Librizzi in quintetto vincemmo 7 partite su 8.

Quest’anno abbiamo preso Kastritis che ha messo Assui titolare: abbiamo vinto 5 partite e ci siamo salvati. Questo dimostra che puntare sui giovani non significa rinunciare alla competitività. Se qualcuno di loro dovesse partire, siamo pronti con le alternative. Magari Librizzi e Assui diventeranno troppo bravi per una squadra come la nostra, e noi dovremo essere pronti e preparare qualcuno prenderà il loro posto. E magari un giorno riusciremo a diventare una squadra di alto livello in cui un giocatore potrà costruire tutta la sua carriera. Magari accadrà anche con qualche straniero, o con i manager e gli allenatori”.

Sul prossimo anno

“Per quanto riguarda la struttura della squadra, non è ancora deciso se si adotterà la formula del 6+6 (sei italiani e sei stranieri) o del 5+5. In ogni caso, la scelta sulla partecipazione alla Fiba Europe Cup non dipenderà da questa decisione. La società prenderà una posizione definitiva dopo il 30 giugno, quando sarà più chiaro l’andamento del mercato italiano. Idealmente, il 5+5 è il modello più in linea con la visione del club, ma si valuterà quale opzione sarà più adatta in base al contesto”.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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