ATTACCO
Il contributo che può dare Ryan si vede principalmente nella fase offensiva. L’ex Lakers è uno specialista puro del tiro, un giocatore di striscia capace di spaccare le partite se trova ritmo, ma con limiti strutturali evidenti, legati soprattutto alla monodimensionalità offensiva e alle difficoltà nella propria metà campo, che ne hanno condizionato la carriera.
A livello statistico, l’ultima stagione propone un campione troppo ridotto per aiutarci a spiegare fino in fondo il giocatore. I numeri delle sue stagioni NBA, invece, raccontano meglio il profilo che Roma si troverà di fronte.
Nelle sue stagioni nella massima lega americana Matt ha viaggiato con un ottimo 40,2% da oltre l’arco, frutto di 80 canestri su 199 tentativi. Nella sua annata migliore, quella con i Pelicans, il prodotto di Notre Dame ha fatto registrare addirittura uno strepitoso 45,1% da tre punti, segnando 41 dei 91 tiri presi. Una percentuale che racconta bene la pericolosità di Ryan quando entra in ritmo e trova fiducia.


Come tutti gli specialisti della materia, possiede una meccanica di tiro pulita e rapidissima, alla quale aggiunge un punto di rilascio molto alto per il ruolo. Sfruttando i suoi 201 centimetri d’altezza, Ryan riesce spesso a tirare sopra la testa del diretto marcatore, soprattutto se si tratta di pari ruolo o guardie, riuscendo a segnare anche in presenza di una buona contestazione difensiva.
Inoltre, è molto abile ed efficace sia sugli scarichi sia in uscita dai blocchi. La grande maggioranza delle sue conclusioni realizzate nasce da una creazione altrui. Nella stagione 2023/24, infatti, il 92,7% delle triple segnate da Ryan arrivò dopo un assist di un compagno.
Un dato che fotografa perfettamente il suo profilo: pericolosissimo senza palla, molto meno efficace quando deve generarsi autonomamente una conclusione.
Questo dato può infatti essere letto anche in chiave negativa. Ryan è un giocatore fortemente monodimensionale: se lo costringi a mettere palla a terra dopo la ricezione o a crearsi un tiro da solo, il suo apporto cala drasticamente.
Non è un giocatore capace di creare per sé né tantomeno per gli altri dal palleggio, fatica ad attaccare il ferro e, soprattutto a livello NBA, ha spesso pagato una limitata esplosività. Non possiede inoltre un gioco di passaggi particolarmente sviluppato.
Si tratta quindi di un giocatore situazionale, la cui principale dote è quella di allargare il campo. Proprio per questo, in coppia con centri molto fisici e che hanno bisogno di spazio nel pitturato come Bilan, Vernon Carey e Gora Camara, potrebbe rivelarsi una pedina chiave dell’attacco di Roma.
Come ogni tiratore che si rispetti, non è uno che si tira indietro quando c’è da prendere una conclusione difficile o allo scadere, anche nelle serate in cui sembra non entrare nulla. Ma soprattutto non ha paura di prendersi tiri pesanti.
Tutti ricordano la sua clamorosa tripla dall’angolo allo scadere con la maglia dei Los Angeles Lakers nel 2022, che portò la gara all’overtime proprio contro i Pelicans.





