Negli ultimi giorni molti rumors hanno accostato Maurizio Gherardini a una possibile presidenza in Legabasket. La mancata conferma di Gandini è stato un evento quantomeno inaspettato, ma non è ancora chiaro se l’attuale GM del Fenerbahce abbia effettivamente intenzione di candidarsi per un testa a testa con Gandini. Nel frattempo, Maurizio Gherardini rimane un uomo di campo e attaccato alle società di cui ha contribuito a creare la storia, non ultima proprio quella di Istanbul. Tra queste, una grande fetta della propria carriera il nativo di Forlì l’ha costruita a Treviso, società che ora si trova a vivere un periodo di grandi cambiamenti.
Intervistato da La Tribuna di Treviso, Gherardini ha parlato tra le tante cose proprio della ricostruzione in atto in casa Nutribullet. Separatasi da Vitucci, la dirigenza ha scelto di ripartire da coach Alessandro Rossi. Questo il commento di Gherardini, da cui si evincono parole di sincero affetto per la città e la squadra.
“L’importante è mantenere Treviso sulla mappa del basket mondiale. Da ventitré anni viene proposto un evento con nomi incredibili. In molti vorrebbero replicarlo o portarlo altrove, invece si resiste. Mi sento trevigiano e ho un bel rapporto affettivo con diverse persone, a cominciare dal presidente di Treviso Basket Matteo Contento e, prima di lui, Paolo Vazzoler, Giovanni Favaro, Carlo Zanatta. Non entro in dinamiche più specifiche, oggi sono un tifoso che ogni tanto vede le partite al Palaverde.”
Gherardini ha anche parlato delle contestazioni ricevute dalla società da parte del tifo trevigiano. Secondo l’attuale GM del Fenerbahce, è imperativo per i tifosi cercare di non fare paragoni con il passato ma appoggiare la crescita di una nuova realtà alla ricerca di emergere.
“Il tifoso trevigiano non deve far paragoni con la storia passata, alla Benetton abbiamo avuto la fortuna di vivere un ciclo incredibile e irripetibile. Oggi c’è una nuova realtà che cerca di crescere con parametri completamente diversi. Non è facile restare a un certo livello e crescere. E in tutto ciò la squadra deve essere sempre e comunque supportata.”




