Dopo una stagione contrassegnata da alti e bassi, Frank Vitucci ha lasciato la guida della Nutribullet Treviso. Si è arenato così il progetto costruito inizialmente con il DS Giofrè ma, per un programma che muore, i trevigiani oggi assistono alla nascita di una nuova progettualità. La Nutribullet ha ufficializzato l’ingaggio di Alessandro Rossi come nuovo head coach. Nella sua carriera, l’italiano ha guidato Scafati alla promozione in Serie A oltre che la Sebastiani Rieti fino a pochi giorni fa.
Davanti alla possibilità di allenare nella massima serie, Alessandro Rossi non ha avuto dubbi nel lasciare una piazza a lui legata da molto affetto come Rieti. Una decisione sofferta, ma spiegata oggi nell’intervista rilasciata alla Tribuna di Treviso. Di seguito, le prime dichiarazioni di Alessandro Rossi da allenatore della Nutribullet Treviso.
“Quella di Treviso è stata una chiamata che forse non potevo aspettarmi ma sapevo che, se fosse arrivata, l’avrei accettata con tutto me stesso. Magari al salto di categoria sarei stato pronto anche prima, però l’aver sperimentato certe dinamiche in una piazza esigente come Rieti mi ha sicuramente aiutato perché ho acquisito maggiore consapevolezza.”
Sull’importanza storica di piazze come Rieti e Treviso:
“Di Treviso non devo essere io a parlarne ma la storia. Da questo punto di vista per me arrivare lì sarà solo uno stimolo. Sono abituato a lavorare in condizioni non sempre favorevoli, soprattutto amo lavorare a testa bassa: non avrò vinto scudetti o Coppe però tutto ciò che ho fatto è arrivato grazie al sudore mio, dello staff e dei giocatori. Per cui giungere a Treviso non è qualcosa che mi dà ansia ma, al contrario, mi regala tanta carica.”
Sulla sua filosofia di gioco:
“”La mia idea di pallacanestro parte dalla costruzione di una forte identità caratteriale. Le mie squadre non mollano mai, in difesa sono dure, combattive perché in marcatura servono soprattutto mentalità ed energia. In attacco sono duttile e mi adatto a ciò che ho a disposizione, la spesa al supermercato chiedendo questo e quello non l’ho mai fatta. Quest’anno, a metà stagione, mi sono reso conto che l’idea offensiva iniziale non fruttava, quindi ho deciso di sciogliere un po’ le briglie. Ed alla fine ha pagato, se pensiamo che Rieti ha chiuso la stagione regolare al quarto posto ed è stata semifinalista ai playoff.”
